EDIFICI STORICI LO SAPEVI CHE

“Sentirsi bene” al Teatro Massimo

Teatro Massimo Palermo

Sappiamo quanto il Teatro Massimo sia riconosciuto per la sua acustica d’eccellenza, e non solo a livello nazionale, bensì europea. Si tratta di un riconoscimento che proviene non solo dai diffusi estimatori dell’opera lirica e della musica classica. Esperti e professionisti del settore – ingegneristico e musicale – sono dell’unanime parere che il Teatro Massimo sia una delle costruzioni palermitane più riuscite degli ultimi due secoli di edilizia cittadina. C’è molto da scoprire dietro la notevole qualità di ascolto all’interno del Massimo.

Teatro Massimo, stupore d’Europa

Gian Battista Filippo Basile e, successivamente, il figlio Ernesto furono gli artefici di questa magnifica costruzione, il cui nome esteso è Teatro Massimo Vittorio Emanuele. Precedentemente avevano visto l’inaugurazione luoghi come l’Opéra di Parigi (1861-75), o il Covent Garden di Londra. Il Massimo è stato iniziato nel 1875 e ultimato solamente nel 1897 sostituendo di fatto una porzione di quartiere (di cui parleremo in un altro articolo).

Massimo
da Biblioteca comunale Palermo

Il genio di Basile

L’architetto Basile (padre), conosceva perfettamente le tecniche del settore scientifico acustico. È nel momento della creazione del progetto del Teatro che vennero messe in pratica le trovate più interessanti ed efficaci per realizzare uno dei teatri più stupefacenti d’Europa. La sua bellezza, ovviamente, il teatro. La forma della sala a ferro di cavallo è il compromesso fra il motivo circolare romano, l’anfiteatro classico e le piante ellittiche borrominiane. I rapporti di grandezza e altezza fra vestibolo, sala e palcoscenico fanno sì che non venga intaccata la grandezza dell’uno o dell’altro elemento. Il rapporto fra l’altezza e l’ampiezza della sala e l’altezza e l’ampiezza del palcoscenico permette agli spettatori e agli artisti di ammirarsi vicendevolmente. A entrambi la possibilità di godere di una vista splendida.

Interior Of Teatro Massimo Palermo

Problem solving nell’Ottocento

Un problema storico da risolvere: evitare la dispersione del suono presso il palcoscenico. Proprio così, le orchestre venivano avvicinate sempre di più al pubblico e distanziate sistematicamente dagli attori. In tutti i teatri italiani il proscenio, la zona anteriore del palcoscenico, viene spinto sempre più verso la sala con una curva molto accentuata verso il centro sala. E l’orchestra “ospitata” nel suo interno è letteralmente spinta sugli spettatori. L’architetto Basile applica la soluzione opposta: pose l’orchestra sotto l’arco armonico riducendo, e di molto, la curva di quest’area dedicata ai musicisti. L’orchestra risulta allora riavvicinata al palcoscenico arrivando ai palchi laterali.

Interior Of Teatro Massimo

Con la scelta “controcorrente” dello schiacciamento (e allargamento) dell’orchestra verso il palcoscenico Basile guadagna spazio per la sala. Insieme alla maggiore capienza, escogita contemporaneamente le migliori soluzioni per una buona acustica. Il tutto in assenza di leggi scientifiche certe che avrebbero consentito – come avrebbero fatto successivamente – operazioni “guidate” da conoscenze tecniche comprovate.

Una perfezione confermata dalla Scienza

Soltanto nell’ultimo secolo gli esperti hanno potuto confermare l’ottima riuscita delle trovate di Basile. Tramite principi e leggi scientifiche si è potuta affermare l’efficienza acustica del Teatro Massimo. Primo accorgimento portato da Basile: la superficie del lato inferiore dell’arco armonico è quella di un conoide di rivoluzione, con le generatrici inclinate di tanto. In questo modo le onde provenienti dal palcoscenico non si riflettono nella parte bassa della sala. Così, non incontrandosi con differenze di tempo con quelle dirette provenienti dall’orchestra, si evitano fastidiosi miscugli di suoni. I musicisti stessi lodano l’amplificazione dei propri strumenti, come fossero “pompati” da una potente microfonazione.

Qualunque cosa per non disperdere suono

Secondo punto da notare: il soffitto della sala è inclinato verso la bocca d’opera del 6 per cento, sempre allo scopo di allontanare le onde sonore dal riflesso in basso. Al di sopra del maestoso soffitto vi è una vastissima camera di risonanza. Una buona soluzione per “acchiappare” il suono senza respingerlo subito giù. Altra misura del Basile è la definizione dei tramezzi dei palchi, tracciati in modo da offrire un minimo ostacolo alla propagazione delle onde.

Pompeianavuoto 493
dal sito del Teatro Massimo

Altri fenomeni di riflessione eccessiva sono evitati con l’introduzione di una superficie elastica. Si tratta di sottili tavolette di tiglio, lavorate su telai di castagno inserite nelle pareti della sala. Una chicca: nella rotonda del mezzogiorno, chiamata anche sala pompeiana, è possibile avvertire un effetto di risonanza particolare, appositamente ottenuto dall’architetto. La leggera asimmetria della sala permette a chi si trova al centro esatto della sala di udire la propria voce notevolmente amplificata. Nel resto dell’ambiente, però, la risonanza è enorme e risulta impossibile comprendere dall’esterno della rotonda quanto viene detto al suo interno.

Daniele Monteleone

Autore: Daniele Monteleone

Direttore di itPalermo – Classe 1992. Scrivo di tutto, quasi da sempre. Molti mi dicono che parlo tantissimo, troppo. Quando sto zitto? Quando c’è lei, la musica: passione irrinunciabile che mi segue ovunque vado, mentre lavoro, mentre vivo. Quando urlo? Sempre, ma soprattutto quando si parla di politica.
“Sentirsi bene” al Teatro Massimo ultima modifica: 2019-10-14T18:59:10+02:00 da Daniele Monteleone

Commenti

To Top