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Ballarò Buskers, il colore del riscatto

Ballarò Buskers

Per il Ballarò Buskers saranno tre giorni di totale rivoluzione nel quartiere Ballarò. Il mercato millenario conosciuto in tutto il mondo proprio per la sua grande varietà all’aperto sarà invaso d’arte fra il 18 e il 20 ottobre. Le strade e le piazze, in cui le urla dei venditori fanno da protagoniste, saranno luoghi di performance. A Ballarò arrivano infatti altri suoni e rumori: bande musicali, giocolieri, acrobati e attori. Il mercato si trasforma in fabbrica di entusiasmo coinvolgendo gli artisti, gli abitanti del quartiere Albergheria, e ovviamente tutti i cittadini di Palermo, compresi coloro la stanno visitando in questo week-end.

A Ballarò un festival per tutte le età

Il richiamo irresistibile di questa “bolgia” di odori e suoni è arrivato alla sua quarta edizione. Sono migliaia le persone che ogni volta, sempre di più, invadono il cuore di Palermo, il mercato storico di Ballarò. Questo Festival internazionale di circo contemporaneo e arti di strada possiede la capacità di attirare gli occhi degli adulti e dei più piccoli. Non è difficile trovare schiere di bambini accerchiati intorno al performer, o persone di ogni età coinvolte nelle danze delle bande.

da www.ballarobuskers.it

Laboratorio d’integrazione

Per questo quartiere palermitano saranno tre giorni di riflettori a piena potenza. Un modo unico per poter vivere diversamente un quartiere non più luogo di acquisti e “abbannìo” (caos di voci). A Ballarò vivono persone provenienti da 16 paesi diversi ed è uno dei quartieri su cui, da anni, si sta cercando di porre maggiore attenzione. Sia per il “laboratorio” di integrazione che costituisce, sia per il recupero di una fetta di centro storico dotata di un grande patrimonio artistico e culturale. Un luogo del tutto speciale per vedervi sfilare artisti d’ogni dove dal mondo e per ritrovare “un mercato non solo mercato”.

da www.ballarobuskers.it

Luoghi centrali della manifestazione saranno le piazze del quartiere Santa Chiara, Mediterraneo, Casa Professa, Ballarò, Carmine e Brunaccini. All’interno del programma del festival troveranno spazio arti circensi, musica, poesia, laboratori itineranti di scrittura, performance teatrali e laboratori per bambini. Il festival ospiterà un centinaio di artisti circa – che diventano parte di quella consueta massa in festa durante il Ballarò Buskers – verranno dal resto della Sicilia e dall’estero.

Priorità: riqualificare Ballarò

Visto il grande successo del festival, crescente di anno in anno, si attendono decine di migliaia di presenza a Ballarò. Come si legge sul sito ufficiale dell’evento: «L’obiettivo è quello di rilanciare e riqualificare il Mercato Storico di Ballarò e accendere i riflettori sulle bellezze del quartiere». Ci sono luoghi di questa città che vanno scoperti o, meglio, riscoperti semplicemente frequentandoli, osservandoli e apprezzandoli. Non può essere l’abbandono a vincere. Tutta la città deve conoscere quei luoghi percepiti a volte “lontani”, luoghi che sono invece – come parti di un organismo – funzionali alla vita di Palermo. Ballarò in quanto mercato storico va sostenuto e apprezzato. Il lavoro di chi abita nel quartiere e delle associazioni che curano l’organizzazione dell’evento è finalizzato a questo: non far sparire Ballarò, non far sparire (più semplicemente) la vita.

Una rete in movimento per il quartiere

Leggiamo sul sito ufficiale dell’evento che «negli ultimi anni sono tante le associazioni, i movimenti, le cooperative e i circoli che hanno deciso di aprire la propria sede nel quartiere». Un movimento, una rete che vuole trasformare il quartiere in fonte di innovazione. «Proprio da questa rete – si legge – nasce l’idea di un festival di artisti di strada che accenda i riflettori su uno dei luoghi simbolo della città».

da www.ballarobuskers.it

È recente il riconoscimento dell’Unesco nei confronti del percorso Arabo-Normanno come patrimonio dell’Umanità.  Un percorso che include certamente una grande estensione del territorio Palermitano, luoghi simbolo del Capoluogo siciliano e della Provincia. Ballarò vi si trova sostanzialmente in mezzo. E non serve dire che tutto questo ha portato un consistente aumento del flusso turistico.  E si tratta di un flusso ampiamente testimoniato dagli arrivi a Palermo degli ultimi anni. Ma il rovescio della medaglia arriva presto: la “turistificazione” porta benefici ma anche trasformazioni, a volte traumatiche. Aspetti culturali e tradizionali possono sopperire a un’idea di città “a misura di turista”. Uno dei motivi per cui Ballarò vive un momento di crisi. Ballarò Buskers è un riscatto, un richiamo alla vita nel e col quartiere ma anche un’attrazione accattivante per tutti.

Daniele Monteleone

Autore: Daniele Monteleone

Direttore di itPalermo – Classe 1992. Scrivo di tutto, quasi da sempre. Molti mi dicono che parlo tantissimo, troppo. Quando sto zitto? Quando c’è lei, la musica: passione irrinunciabile che mi segue ovunque vado, mentre lavoro, mentre vivo. Quando urlo? Sempre, ma soprattutto quando si parla di politica.
Ballarò Buskers, il colore del riscatto ultima modifica: 2019-10-17T19:56:03+02:00 da Daniele Monteleone

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