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LUOGHI DI RITROVO

“Luoghi del cuore” FAI: il Giardino Inglese a caccia di voti per rinascere

giardino inglese

Il Giardino Inglese di Palermo – da poco rinominato “Parco Piersanti Mattarella” – entra nella decima campagna dei Luoghi del cuore del FAI iniziata il 6 maggio. I “Luoghi del Cuore” è una campagna nazionale che punta i riflettori su quei luoghi che non vanno dimenticati. È il più importante progetto italiano di sensibilizzazione per la cura del nostro patrimonio culturale. Il voto sulla piattaforma – un semplice click – termina il 15 dicembre 2020 (qui il link per votare il Giardino Inglese).

Il Giardino Inglese chiede attenzioni

Perché il Giardino Inglese? Le associazioni ComPA Aps,Pro loco Vergine Maria eR’innova Palermo sono le principali promotrici dell’inserimento del parco palermitano nella lista dei beni da tutelare per la competizione del Fai. Le associazioni hanno dichiarato: «Proponiamo uno dei luoghi più amati della nostra città che raccoglie i ricordi di molti di noi e che oggi, con la dedica a Piersanti Mattarella, assume anche un valore simbolico nel ricordo di uno degli eroi della lotta antimafia. Il parco versa in condizioni imbarazzanti nel silenzio dell’intera classe politica di ogni schieramento e grado».

Un po’ di storia del Giardino Inglese

Il prestigioso parco palermitano nasce nel 1851 dall’idea di Giovan Battista Filippo Basile, uno dei più famosi architetti siciliani dell’Ottocento. Per intenderci, Basile fu il progettista del Teatro Massimo, il più grande teatro lirico d’Italia e il terzo in Europa, dopo l’Opéra di Parigi e la Staatsoper di Vienna. L’idea di Basile di uno spazio verde cittadino si allontanava dal classico giardino all’italiana, geometrico e misurato. Inseguiva invece la tendenza che si era affermata sul finire del Settecento: il giardino all’inglese.

In che senso “inglese”?

Il «parco paesaggistico inglese» si basa sull’accostamento di elementi naturali e artificiali. Rocce, ruscelli e alberi secolari convivono e si amalgamano con statue e tempietti. Il classico giardino all’inglese contiene strutture evidentemente romantiche: stagni, laghetti, grotte, serre, finte rovine, moli o ponti. Il Giardino Inglese di Palermo non fa eccezione.

Fontana nel Giardino Inglese (Veselina Dzhingarova)

Il parco palermitano si estende su un’area di 60 mila metri quadrati. L’ingresso principale di via Libertà (uno dei quattro in totale) divide di fatto in due parti il progetto. Da una parte troviamo il “bosco” e dall’altra il “parterre”. Nel corso degli anni, artisti e scultori hanno contribuito ad arricchire il Giardino Inglese aggiungendo monumenti, lapidi celebrative e busti di importanti esponenti nazionali. Fra i più importanti possiamo citare il tempio in stile arabo-normanno progettato da Ernesto Basile, il gruppo marmoreo raffigurante Costantino Canaris e Giorgio Pepinis (quelli vandalizzati in copertina) in ricordo degli eroi indipendentisti greci ad opera di Benedetto Civiletti, i busti di Nino BixioPirandello e De Amicis.

Al Giardino Inglese una grande varietà botanica

La varietà di piante provenienti da tutto il mondo è frutto di un’attenta selezione: si trovano grandi esemplari di Ficus macrophylla, e poi Cycas revoluta, boschetti di Dracaena draco e di Bambusa, fioriture di Sophora secundiflora e Jacaranda mimosifolia, l’albero australiano Brachychiton acerifolius e il baniano sacro Ficus benghalensis.

Da dove cominciare gli interventi?

Resta però da compiere una varietà di interventi tecnico-strutturali un po’ in tutto il parco: serve ristabilire il funzionamento di parte dell’illuminazione e delle fontanelle, servono diverse azioni su ampie sezioni della pavimentazione e, soprattutto, va recuperata la serra progettata da Basile.  Per questi motivi – e per tutti gli episodi di vandalismo che in decenni hanno deturpato statue, targhe e costruzioni – il Giardino Inglese palermitano merita l’attenzione della propria città, e l’inserimento fra i Luoghi del cuore del FAI è un’occasione imperdibile (qui il link per votare il Giardino Inglese).

“Luoghi del cuore” FAI: il Giardino Inglese a caccia di voti per rinascere ultima modifica: 2020-05-11T12:46:14+02:00 da Daniele Monteleone
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