STORIA

Paolo Borsellino, 27 anni dalla strage di via d’Amelio

Paolo Borsellino

Da quel 19 luglio 1992 sono trascorsi ben ventisette anni. In via D’Amelio, oggi, si sentono le voci dei passanti, il rumore delle macchine e gli ambulanti che abbannìano. Poi, alle 16:58, tutti si fermano. Ed è di nuovo silenzio. Un silenzio che, tuttavia, non sa più di morte, bensì di vita. Non c’è più spavento, ma soltanto un glorioso ricordo. Il pensiero va a Paolo Borsellino e ai cinque membri della sua scorta che persero la vita in quella lontana giornata d’estate. Palermo, ventisette anni dopo, non è più la stessa.

Via D'amelio negli attimi dell'esplosione

Via d’Amelio pochi istanti dopo l’esplosione della Fiat 126 imbottita di tritolo (from wikimedia commons)

La strage di via d’Amelio: 19 luglio 1992

Erano trascorsi 57 giorni dalla morte di Giovanni Falcone. La città di Palermo tentava ancora di scrollarsi di dosso la paura derivata dalla strage di Capaci, ma non ce ne fu il tempo. Era una domenica di luglio quando Paolo Borsellino, nel tentativo di distrarsi dalla consapevolezza di essere il prossimo obiettivo della mafia, si trovava a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia. Dopo il pranzo in famiglia, il magistrato si recò insieme alla scorta in via d’Amelio, dove vivevano la madre e la sorella Rita.

Alle 16:58 una Fiat 126 imbottita di tritolo, parcheggiata proprio sotto casa della madre, esplose all’arrivo di Paolo Borsellino. Nella strage morirono il giudice insieme a cinque membri della scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo, che si era allontanato per parcheggiare più distante l’altra auto della scorta. Via d’Amelio si trasformò in quegli istanti in un teatro di guerra. Brandelli di carne umana dappertutto, sangue, fiamme e fumo. Immagini ancora oggi ben vivide nelle menti non soltanto di coloro che erano presenti o che le videro in tv, ma anche in quelle delle generazioni future, a cui sono state raccontate.
Paolo aveva chiesto alla questura, come racconta il magistrato anti-mafia Antonino Caponetto, di disporre la rimozione dei veicoli nella zona antistante l’abitazione della madre già venti giorni prima dell’attentato. Ma la domanda era rimasta inevasa. Nel caos della tragedia sparì anche la famosa agenda rossa, su cui il magistrato scriveva i suoi appunti. Ancora oggi non abbiamo risposte definitive sulla strage di via d’Amelio.

Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

I magistrati Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Antonino Caponetto (photo from www.antimafiaduemila.com)

L’anniversario della morte di Paolo, il primo senza la sorella Rita

Rita Borsellino, dopo una vita trascorsa a lottare contro la mafia, si è spenta lo scorso agosto all’età di 73 anni. Il ventisettesimo anniversario della morte di Paolo sarà il primo senza di lei. Quest’anno dunque le commemorazioni saranno dedicate anche all’instancabile attivista, che nonostante una lunga malattia non ha mai smesso di cercare la verità.
Quest’anno per me è l’anniversario più difficile – ha detto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e Rita – il primo in cui non ho più accanto mia sorella Rita. In questi giorni onoreremo, da un lato i 27 anni di memoria ininterrotta di mia sorella Rita, che ha scelto di continuare ad abitare in via d’Amelio dove è avvenuta la strage, dall’altro i dieci anni di lotta con le Agende Rosse per cercare la verità sulla strage che ha colpito mio fratello e la scorta. Saranno giorni di memoria ma anche di lotta, appunto, perché fare memoria è continuare a lottare”.

Rita Borsellino

“Io c’ero e ci sarò… tu ci sei Stato?”

Così, nei giorni scorsi ha avuto inizio “Io c’ero e ci sarò…tu ci sei Stato?”: questo il titolo scelto quest’anno per l’insieme di eventi organizzati dal 17 al 20 luglio da Salvatore Borsellino e dal Movimento delle Agende Rosse per la commemorazione delle vittime di mafia. Nei giorni scorsi tante le iniziative: a partire dal quarto compleanno della “Casa di Paolo”, situata in via Vetriera, fino ai tornei sportivi e i giochi per i più piccoli. Quest’oggi, presso l’Albero della Pace di via d’Amelio, numerosi saranno gli interventi dei familiari delle vittime e le testimonianze. Alle 16:58, poi, il minuto di silenzio. In serata i Sansoni presenteranno invece il libro “Paolo Borsellino – Cosa nostra spiegata ai ragazzi”, la cui prefazione è stata scritta dal fratello Salvatore. Domani alle ore 18:00, infine, presso la “Casa di Paolo”, si svolgerà l’evento “Donne contro la mafia”.

Paolo Borsellino, 27 anni dalla strage di via d’Amelio ultima modifica: 2019-07-17T20:20:39+02:00 da Chiara Ferrara

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