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La Pupa del Capo: da semplice insegna a mosaico più bello di Palermo

Pupa del Capo - Panificio Morello

"La Pupa del Capo": insegna del Panificio Morello (Photo by Rino Porrovecchio)

Dalla via Porta Carini, andando avanti verso via Beati Paoli e via Sant’Agostino, ha inizio un percorso magico, che ancora oggi racconta la storia delle numerose stirpi che si sono susseguite a Palermo. Ci troviamo all’interno del mercato popolare “ru Capu”, nel quartiere Monte di Pietà. Tra i vicoli stretti si sentono l’odore delle spezie arabe e le musiche folkloristiche in sottofondo. Facendovi spazio tra una bancarella e l’altra, mentre gli antichi mestieri abbanniano, troverete Demetra e non potrete fare a meno di osservarla. È la Pupa del Capo, che vi cattura con la sua bellezza e vi impedisce di andar via: “Entrate al Panificio Morello”, dice.

Pupa del Capo

Pupa del Capo (Photo by Chiara Ferrara)

La Pupa del Capo, insegna del Panificio Morello

Un creatore diede vita alla Pupa del Capo per donarla a Salvatore e Vincenza Morello per le loro nozze, presumibilmente tra il 1902 e il 1908. Il mosaico, che rappresenta Demetra, dea delle messi, fu un regalo apprezzato dal proprietario del panificio, il quale fece dell’opera d’arte l’insegna della sua bottega. È così che la Pupa del Capo, come negli anni Palermo l’ha denominata, osserva i passanti da almeno cento anni e li invita ad entrare. L’ammaliante figura è collegata alla fertilità e all’abbondanza, temi che rimandano alla funzione stessa della panificazione. Nessun visitatore del Capo riusciva a non fermarmi di fronte al piano terra del Palazzo Serenario, lungo la via Cappuccinelle, a guardare la dea che tiene tiene tra le mani alte spighe e fiori.

Non ci è noto chi sia il brillante artista che ha realizzato il mosaico. Molti ipotizzano che l’autore sia il decoratore siciliano Salvatore Gregorietti, mentre altri che la firma sia di un artista veneziano. Il creatore sconosciuto, ad ogni modo, ha donato al capoluogo dell’isola un’opera inestimabile. La Pupa del Capo, uno dei mosaici più belli di Palermo, ha reso celebre per oltre cento anni il panificio Morello, da semplice bottega a museo senza tempo.

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Il Panificio Morello in attività con la “Pupa del Capo” (Photo by Angelo Trapani)

Il restauro

Il mosaico color oro su fondo ramage, insieme al pannello superiore che contiene la denominazione del panificio, ha assicurato ai Morello l’attività fino al 2013. In quell’anno, tuttavia, la bottega chiude. La Pupa del Capo resta lì, ormai privata del suo ruolo, ma pur sempre ammaliante. L’opera in stile liberty, tanto amata da Salvatore Morello, è ormai un simbolo di Palermo. Il tempo, però, ha reso pallidi i tratti di Demetra, che non accoglie più nessun visitatore. Il popolo, che tanto le è stato caro, decide così di salvarla. Un paio di anni dopo dalla chiusura della bottega, infatti, la Pupa del Capo ha lasciato la sua abitazione per farsi nuovamente bella, come l’imprenditore appassionato d’arte avrebbe voluto. Qualche anno fa è iniziato il restauro dell’opera. Alcune associazioni locali hanno messo in salvo l’opera da eventuali crolli di Palazzo Serenario, edificio barocco anch’esso in fase di restauro. Esso si trova attualmente a Palazzo Ajutamicristo, in attesa di tornare nella sua sede originaria, lungo la via Cappuccinelle, quando la sua casa sarà nuovamente al sicuro. La Pupa del Capo, così, potrà ammaliare ancora i visitatori del mercato.

La Pupa del Capo: da semplice insegna a mosaico più bello di Palermo ultima modifica: 2019-03-12T11:16:18+01:00 da Chiara Ferrara
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