LUOGHI DI RITROVO QUARTIERI

Ad esempio una domenica mattina a Palermo

Veduta dai tetti di Santa Caterina

Veduta della Cala dai tetti della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto. Ph. Eleonora Di Trapani

È trascorso meno di un mese dal passaggio di consegna del titolo di “Capitale italiana della cultura” da Palermo a Matera, ma questo non sta intaccando il fermento culturale del capoluogo siciliano. Dietro la scelta della città arabo-normanna a capitale della cultura c’era la crescente voglia di valorizzare il patrimonio e le produzioni artistiche contemporanee. Una sinergia del pubblico con il privato che ha permesso quest’anno la nascita di nuovi spazi e circuiti culturali. Un sistema integrato dell’offerta turistico-culturale che, grazie anche a “Manifesta 12”, biennale internazionale di arte contemporanea, ha permesso una sempre maggiore riscoperta delle bellezze insite nella città. Una passeggiata ideale, ad esempio una domenica mattina, da Porta Felice a Porta Nuova, potrebbe far comprendere tutto questo.

Porta Felice

Veduta di Porta Felice dal Foro Italico

Da Porta Felice

Notevole il primo colpo d’occhio: Corso Vittorio Emanuele II. Su questa strada ci sono traverse e vicoli che nascondono al proprio interno meraviglie da scoprire: musei, palazzi, chiese, piccoli caffè, ristoranti tipici. Lasciata alle spalle la passeggiata sul mare, si vedranno alcuni monumenti da visitare, come l’Archivio di Stato (organo periferico del MiBACT, da cui si può godere una vista unica del mare) e la Chiesa di S. Maria della Catena (chiamata così per la lunga catena che, fissata alla sua parete esterna, chiudeva l’accesso all’antico porto della città). Superato l’incrocio con Piazza Marina e la Fontana del Garraffo (rappresentante un’aquila, simbolo di Palermo, che lotta tra le acque, indicando una città sempre pronta a risorgere vittoriosa), ci si potrebbe concedere uno spuntino mattutino.

Piccola sosta

Se ci si vuole abbandonare alla cucina palermitana (pani câ meusa, arancine), si potrebbe andare in uno dei locali più noti della città, Francu u’vastiddaru. È tutto fritto e ne vale decisamente la pena; vi consiglio il “triplo”: pane con panelle, crocchè e melanzane fritte…una goduria! Se, invece, si desidera aspettare o mangiare qualcosa di dolce si potrà placare ogni sfizio, nei vari ristorantini e bistrò lungo il tragitto. In questa zona del capoluogo si possono ammirare, inoltre, numerose botteghe artigiane (pelletterie, sartorie), nate dalla volontà di giovani di fare impresa. Superato l’incrocio con Via Roma – attenzione, questa è aperta al traffico automobilistico – si percorrerà l’ultimo tratto di Corso Vittorio Emanuele II che porta ai Quattro Canti. Questi, snodo delle quattro zone in cui era suddivisa un tempo Palermo, permettono di intravedere gli scalini che portano a Piazza Pretoria, dove è situato il Palazzo di Città.

Piazza Pretoria

Piazza Pretoria vista dai tetti di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto.

A Porta Nuova

Prima di giungere alla maestosità della Cattedrale, ci si imbatte nel Museo d’arte contemporanea, Palazzo Riso e nella piazza antistante, Piazza Bologni, piccolo salotto verde a cielo aperto. Durante tutto questo percorso, vari i palazzi nobiliari che, mostrando ancora il fascino e il lustro di un tempo, tolgono il fiato. Oltrepassata la Biblioteca Centrale della Regione, ne è dimostrazione Palazzo Asmundo. Nel frattempo, arrivati a Porta Nuova, il Corso si sarà popolato. Turisti e palermitani, desiderosi di scoprire e vivere la città che si veste ad ogni stagione di colori e di iniziative nuove, staranno camminando. Un viaggio, quello che si intraprende a Palermo, ad esempio una domenica mattina, ricco di profumi, di sapori, di suoni, di sguardi che non lascia mai indifferenti o insoddisfatti.

Ad esempio una domenica mattina a Palermo ultima modifica: 2018-12-18T14:09:19+01:00 da Eleonora Di Trapani

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