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Villa Giulia e la sua bellezza: un sogno a occhi aperti

Viale Principale

Il secondo appuntamento con le Ville e i giardini comunali è arrivato. Questa volta tra le possibilità offerte dal Comune di Palermo ho scelto la storia e l’incanto di una delle ville più belle, a mio avviso, della città: Villa Giulia. Riscoprire Villa Giulia è un vero sogno ad occhi aperti. Durante l’attuale Fase 2, ha significato un’ora e trenta di tranquillità, seppur abbia rincorso una bambina piccola per quasi tutto il tempo. Un’oasi nel caos. Villa Giulia e la sua bellezza sono entrate a far parte dei miei luoghi preferiti.

Piazza Centrale
Un particolare della Piazza centrale – Ph. Eleonora Di Trapani

Il più meraviglioso angolo della terra

Appena si entra un cartello con una richiesta: “Cittadini proteggete i vostri giardini”. Un voler sollecitare un senso di responsabilità, di cura dei beni della città a cui tutti possono accedere. Un tesoro prezioso che viene curato dal Comune ma che il palermitano deve contribuire a rispettare e promuovere al contempo. Visitare e vivere Villa Giulia mi ha solo fatto pensare al desiderio di ritornarci. Dunque, come dare torto a Johann Wolfgang Goethe che nel 1787 lo definì «il più meraviglioso angolo della terra»? Durante le sue visite a Palermo si fermava sempre in questa villa per leggere Omero.

Particolare Villa
Particolare di Villa Giulia – Ph. Eleonora Di Trapani

Storia di Villa Giulia

Situata sul confine del quartiere Kalsa, tra via Lincoln e il Foro Italico, Villa Giulia prende il nome dalla viceregina Giulia D’Avalos, moglie del viceré Marcantonio Colonna di Stigliano. Realizzata nel 1777 per volere del pretore e governatore della città, Antonio La Grua, rappresenta il primo giardino pubblico d’Italia. Di forma quadrata, segue lo schema di giardino all’italiana, secondo il progetto di Nicolò Palma. I viali simmetrici si intersecano formando un secondo quadrato, diagonale al primo. Al centro una piazza circolare, agli estremi della quale ci sono quattro esedre (incavi semicircolari, sovrastati da una semi-cupola). L’accesso alla Villa è effettuabile solo da Via Lincoln e l’entrata è chiamata “Porta Carolina” o “Porta Reale”. Originariamente l’ingresso principale, oggi non utilizzato, era rivolto sul Foro Italico. Formato da un portico è sostenuto da quattro colonne di marmo di ordine dorico e ornato in alto dall’aquila, simbolo della città. Lateralmente due basamenti con leoni.

Gruppi scultorei

Dall’antico ingresso sul mare parte la lunga strada alberata che, passando dalla piazza centrale, giunge sul versante opposto della villa dove si trova un’altra esedra ornata da gruppi scultorei. Tra questi di particolare rilievo l’Abbondanza e la Gloria, agli estremi settentrionale e meridionale dell’esedra. Al centro si trova la fontana del Genio di Palermo: il grande Vecchio coronato, simbolo della città, è collocato su una rupe con le figurazioni simboliche della Sicilia e della Conca d’Oro. Nella piazza centrale, invece, è situata la fontana con un piccolo Atlante che sorregge un dodecaedro in marmo che fungeva da orologio solare. Le quattro esedre poste alle estremità risalgono al 1866 su progetto di Giuseppe Damiani Almeyda.  Le opere scultoree vennero tutte commissionate ad Ignazio Marabitti tra il 1763 e il 1780. Infine, la recinzione in ferro, posta su di un muretto, percorre tutto il perimetro della villa e fu eseguita nel 1855.

Laghetto Con Papere
Laghetto con papere – Ph. Eleonora Di Trapani

Villa Giulia e la sua bellezza nel tempo

Nel corso dell’Ottocento, numerosi interventi hanno mutato l’aspetto della Villa. Vengono aggiunti teatrini della musica, le quattro esedre progettate da Giuseppe Damiani Almeyda, ponti, collinette e laghetti artificiali. Vengono collocate statue e busti di De Spuches, Pacini, Petrella, Leopardi, Donizetti, Bellini, Novelli, ad opera sempre di Marabitti. Degno di nota, infine, un sepolcreto di Siciliani illustri di cui conosciamo cinque nomi su sei monumenti funerari presenti: Archimede, Empedocle, Diodoro Siculo, Teocrito e Junio Calpurnio. Sei, infatti, i cippi restaurati posti in un boschetto di cipressi. Infine, il Coffee House costituito da un ambiente di forma circolare, delimitato da due scale laterali che conducono alla terrazza soprastante. Al confine laterale della Villa Giulia è sito un altro dei luoghi più significativi della città: l’Orto Botanico, ma questa storia è già stata raccontata. Un tempo Villa Giulia era la villa più frequentata dai bambini, si affittavano piccole biciclette e si vendevano gelati.

Nonostante i numerosissimi interventi svolti e quelli necessari ancora da effettuare, Villa Giulia e la sua bellezza, seppur mutata nel tempo, rimangono tra i luoghi che il cittadino palermitano deve valorizzare e che da turista nella propria città può riscoprire ogni volta che la visita.

Villa Giulia e la sua bellezza: un sogno a occhi aperti ultima modifica: 2020-05-19T13:07:15+02:00 da Eleonora Di Trapani
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