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«Vedo buio», la protesta che depone le “armi” fotografiche

Vedo buio - Ph. Eleonora Di Trapani

Vedo buio è lo slogan dei fotografi e operatori video che ieri sono scesi in piazza Ruggero Settimo, davanti il Teatro Politeama a Palermo, per manifestare contro la paralisi del settore determinata dall’emergenza Coronavirus.

Flash mob Vedo buio

Le macchine fotografiche e altri strumenti utilizzati dai professionisti dell’immagine posti al centro della piazza. Un “deporre simbolicamente le armi” a causa delle restrizioni imposte dal distanziamento sociale. Nonostante le graduali ripartenze, il 2020 è un anno di blocco totale degli eventi, dell’attività di promozione pubblicitaria delle aziende, fino ai piccoli servizi. Un flash mob silenzioso, senza assembramenti, organizzato dal fotografo e portavoce Carmelo Ferrara con altri colleghi. Vedo buio è la testimonianza di molti addetti al settore che palesano l’impossibilità di rialzare le saracinesche a causa dell’annullamento quasi totale delle commesse. I fotografi auspicano un incontro con il Presidente della Regione Musumeci, con il Presidente dell’Ars Micciché e con l’Assessore alle attività produttive Turano. Chiedono, inoltre, allo Stato finanziamenti a fondo perduto, sulla base della perdita di fatturato rispetto all’anno precedente, la sospensione per un anno di ogni tipo di tassazione e il prolungamento dell’indennità ai professionisti.

Manifestazioni dei giorni scorsi

Nei giorni scorsi altre categorie sono scese in piazza a manifestare: il 29 maggio i medici, il 30 gli artisti. I giovani medici in mobilitazione “permanente” auspicano una riforma strutturale di tutta la Sanità. Il loro obiettivo è garantire le cure adeguate a tutti i cittadini italiani, rinnovare il personale sanitario e assicurare un’adatta formazione post laurea mirata alla tutela della salute pubblica. Inoltre, valorizzare la medicina del territorio, investire sui giovani medici e basare le Cure Primarie come primo approccio alla salute. Come forma di protesta, durante la manifestazione, hanno lasciato simbolicamente i camici per indicare l’abbandono da loro subito da parte del Sistema Sanitario Nazionale. Invece, come ha raccontato Valentina Bucchieri, i lavoratori dello spettacolo hanno cantato lo slogan #convocatecidalvivo. Musicisti, artisti di strada, attori e danzatori hanno rivendicato un reddito di sussistenza e un tavolo tecnico istituzionale con il Ministero per i beni e le attività culturali.

«Vedo buio», la protesta che depone le “armi” fotografiche ultima modifica: 2020-06-02T16:41:50+02:00 da Eleonora Di Trapani
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