EVENTI FESTE E SAGRE

Un ferragosto palermitano: tra influssi pagani e mangiate colossali

Ferragosto palermitano: giochi d'artificio in spiaggia

Agosto, clou della stagione estiva; periodo di maggiore afflusso a spiagge e ogni altra località balneare della Sicilia. Nonostante sia, infatti, il mese che ogni Palermitano eviterebbe per le proprie ferie, finisce sempre col calamitarne la maggior parte. Agosto dei grandi caldi come dei temporali estivi; delle città svuotate e delle code da infarto in autostrada. Il tutto, eppure, con un’occhiata già alla stagione successiva, perché come dicevano gli avi: Austu e riustu è capu d’imviernu. E al centro di tutto questo sta Ferragosto, festa simbolo dell’estate italiana, con le sue abitudini, i suoi rituali ed i suoi eventi. Come nasce l’usanza di festeggiarlo? E che aspetto ha il Ferragosto palermitano?

Origine e significato del Ferragosto

Tutti sappiamo cosa accade con amici e parenti nel Ferragosto palermitano – come nel resto d’Italia – ma in quanti sanno cosa si festeggia? Come per la quasi totalità delle festività italiane, l’origine va ricercata nel vasto repertorio pagano dell’antica Roma. Precisamente, dobbiamo fare un salto nel tempo, che ci porti sotto l’aurea di Ottaviano Augusto. Il primo imperatore di Roma, nella sua decisa politica di pacificazione e organizzazione dell’impero, individuò un modo popolare per accattivarsi le simpatie del popolo. Lo fece istituendo, attorno al 18 a.C, le feriae Augusti (in latino feste di Augusto) da cui l’italiano Ferragosto. In poche parole, ciò che Augusto fece fu introdurre un ponte che congiungesse le festività già presenti nel periodo, così da ottenere un unico lungo mese di vacanze. Vacanze – come ancora oggi accade – dal lungo e duro lavoro che aveva impiegato nei campi un grande numero di sudditi dell’impero.

Ferragosto palermitano: l'imperatore Augusto

L’imperatore Ottaviano Augusto

Grazie all’idea di Augusto, agosto divenne un mese di totale esenzione dal lavoro, un’alternanza di riposo e festeggiamenti. Non mancavano eventi ricreativi pubblici come, ad esempio, le corse equestri. Si badi bene, però, perché a concorrere erano soltanto cavalli: gli animali da tiro, infatti, come asini e buoi, godevano anch’essi delle loro ferie! Altra usanza interessante era quella che portava i lavoratori ad offrire i loro auguri ai padroni, che ricambiavano con una mancia. Un mese festivo in tutti i sensi, quindi, che univa sollievo dalle fatiche all’allegria e alla convivialità delle feste collettive. E, difficile negarlo, i Romani – come i Greci – sapevano bene come oziare e divertirsi ai massimi termini. Il clou delle festività era il 13 agosto, giorno dedicato a Diana, dea figlia di Giove e sorella di Apollo. Che cosa è rimasto di questo mese festivo augusteo nel Ferragosto palermitano moderno?

Il ferragosto palermitano moderno

Con un’operazione abituale per altre festività, la chiesa cattolica collocò il 15 agosto la festa dell’Assunzione in Cielo di Maria, la Madre di Gesù. È questa l’origine del fraintendimento per cui molti credono che la natura dei festeggiamenti ferragostani sia connessa alla Madonna. In realtà, si tratta di una sovrapposizione intenzionale di culture, volte a spostare l’attenzione dal mito pagano al culto cristiano. Poco ha, infatti, di religiosamente devoto la serie di abitudini siciliane che segnano i festeggiamenti già a partire dalla sera del 14 agosto. Qui, generalizzando, Palermo si spacca in due: da una parte chi festeggia in un villino a disposizione (proprio o di un amico/parente/conoscente); dall’altra, chi per festeggiare sceglie spiagge e club sul mare. Le case si riempiono di profumi tipici da Ferragosto palermitano: la dolcezza dell’anguria, l’intensità dei peperoni con la mollica, la languidezza irresistibile della brace con la sua rovente rarigghia.

I fuochi di ferragosto

Le spiagge pullulano di accampamenti più o meno strutturati: gazebo con sedie di legno ripiegabili e tavoli di plastica; tende da campeggio con teli da spiaggia e lanterne elettriche. Qua e là occhieggiano cataste lignee dei falò: allestite anche con pezzi di legno di fortuna, bruceranno nella notte fra il 14 e il 15. Proprio questi falò costituiscono uno degli ormai pochi legami diretti con le feriae augusti! In agosto, infatti, gli antichi romani, usavano accendere fuochi di mezzanotte a mo’ per ringraziare, nonché per ingraziarsi, gli dei, in vista dell’avvento delle stagioni fredde. Alle divinità, con i fuochi, i nostri avi chiedevano protezione dagli spiriti forieri di tenebre e gelo, maggiori nemici dei raccolti. Quali sono oggi, invece, gli spiriti da cui invocare protezione divina? Altri fuochi immancabili sono i giochi d’artificio, che segnano lo scoccare della mezzanotte tra il 14 e il 15, in ogni spiaggia che si rispetti Ancora oggi, in questa era tecnologica disillusa e smaliziata, attirano spettatori – piccoli e grandi – e suscitano ammirazione e meraviglia. E dopo i fuochi tutti in acqua per il bagno di mezzanotte, maestrale permettendo!

Ferragosto palermitano: la leggera anguria

La leggera regina del Ferragosto palermitani

Ferragosto a tavola

Torniamo alle case e alle spiagge dove i nostri eroi sono giunti sfidando il nemico moderno: le code d’agosto in autostrada! Non manca la musica, ovviamente, possibilmente sparata a tutto volume, in altruistico anelito verso i vicini che – poveretti – magari non hanno un loro impianto. Tra tormentoni estivi, eterni classici e punte di neomelodica napoletana, le notti della provincia palermitana si riempiono di note e si svuotano di pudore! E non può mancare la birra atturrunata – ghiacciata – per mandare giù il rosario di pietanze che unirà il 14 al 15. Perché, lo abbiamo già accennato, il cibo ha un ruolo da protagonista anche nel Ferragosto palermitano. In barba ai blogger di influencer culinarie, che suggeriscono menu leggeri e veloci, in migliaia di cucine palermitane si sta già preparando il menu per il 14 e il 15. Un deliquio (per qualcuno un delirio) di pietanze tipiche, che vanno dalla pasta al forno, ai peperoni con la mollica, alle insalate di polpo, passando dai sudati frutti della brace (carne e pesce a volontà!). Alla fine ci si rinfrescherà con dell’anguria fredda, che tanto è solo acqua e ci manteniamo leggeri! Paradossi palermitani!

Ferragosto 2019

Per chi non vuole trascorrere la notte di questo Ferragosto palermitano tra i fumi della brace domestica o nella calca da spiaggia, le scelte sono varie in città e provincia. Al Solemar Club dell’Addaura andrà in scena Aspettando Ferragosto, cela di gala e pool party. Non molto lontano, al White Club dell’Arenella cena a buffet sul mare e musica per attendere la mezzanotte. Raffinatezza e cornice prestigiosa, per una vigilia di ferragosto alternativa alla Galleria d’Arte moderna, con le note sensuali del tango. Lasciando la città, il Calette Reef Club di Cefalù vi invita a vestirvi in total white per la cena e il successivo party. Sull’altra metà della costa, Terrasini vi accoglie con il classico trio di cibo, musica e mare a mezzanotte del Sea Club. Qualunque location sceglierete, o se preferirete invece l’intimità del vostro villino o la goliardica confusione da spiaggia, lanciate ogni tanto un’occhiata al cielo. Gli esperti, infatti, assicurano che ancora, nella notte del Ferragosto, sarà possibile intercettare qualche ultima lacrima di San Lorenzo!

Patrizia Grotta

Autore: Patrizia Grotta

Psicologa e Psicoterapeuta umanista, nonché personal writer con lo pseudonimo di Ljus av Balarm. Unisce psicologia e scrittura creativa nell’ideazione e facilitazione di laboratori psicocreativi di lettura e scrittura. Si occupa anche di biblioterapia.

Un ferragosto palermitano: tra influssi pagani e mangiate colossali ultima modifica: 2019-08-13T14:57:33+02:00 da Patrizia Grotta

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