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ARTE COSA FARE COSA VEDERE

“Toccami”, collettiva di under 18 sul disagio durante il lockdown

L'ideatrice Rosa Di Stefano con i dieci creativi della collettiva "Toccami"

Chi lo dice che i giovani non hanno vissuto emozioni intense durante il lockdown. Anche loro hanno sperimentato il disagio della distanza, la mancanza di un abbraccio, di un bacio. E così dieci ragazzi hanno saputo trasportare tutte queste sensazioni in delle creazioni artistiche. Si chiama “Toccami, l’assenza di un abbraccio diventa arte”, la collettiva che verrà allestita in una strada del centro storico in via Seminario Italo Albanese, del capoluogo siciliano. Due le serate previste, quelle del 3 e del 4 settembre dalle ore 18 alle ore 24. 

L’idea di portare una collettiva di dieci giovani a Palermo 

Una pausa temporale, quella legata all’emergenza epidemiologica che ha portato a tanti giovani anche un’incertezza sul futuro. “Io sono mamma, racconta Rosa Di Stefano, e ho visto mio figlio di quattordici anni, vivere un forte momento di disagio nel periodo delle restrizioni. Lui uno sportivo, ha rinunciato agli allenamenti per non parlare di giornate intere davanti ad uno schermo, ho visto insomma la sua vivacità spegnersi. Ecco che ho voluto pensare ai giovani, a loro. Ho cercato di dargli un obiettivo, la possibilità di vedere tutto questo periodo come una fase dove sperimentare qualcosa” .

Locandina Toccami
Locandina della colletiva “Toccami:L’assenza di un abbraccio diventa arte”- Foto ufficio stampa

 

Un curatore e una squadra di ragazzi under 18 

“Come curatore della collettiva ho voluto scegliere un under 18 – dice Rosa Di Stefano -ideatrice dell’evento. E’ un ragazzo palermitano, Daniele Ficarra, studente del Liceo Linguistico Ninni Cassará, amante dell’arte e dotato di forte sensibilità.  Lui, come tutti i suoi coetanei ha sperimentato in prima persona quella sensazione di solitudine e isolamento che ha generato nei giovani il periodo del lockdown”. Insieme Daniele e Rosa Di Stefano hanno lavorato nove mesi, un percorso lungo e ponderato e che ha portato alla selezione della “squadra” di ragazzi. Un turbinio di sensazioni che hanno accomunato tutti i giovani, da nord a sud e che l’arte, nel caso specifico, è riuscita a tirar fuori.  “Abbiamo dovuto fare i conti con la privazione di un abbraccio, di uno scambio umano- sottolinea Daniele Ficarra- di un momento di socialità. I nostri sogni sembravano svaniti. Oggi che pian piano stiamo tornando alla normalità ci sembra giusto raccontare ciò che abbiamo vissuto, per fare memoria, nella speranza che tutto ciò possa non ripetersi più”.  Ognuno di questi ragazzi ha portato la sua espressione ha raccontato l’ideatrice dell’evento e nel periodo del lockdown ha affinato la sua tecnica, ecco ha usato il  tempo  per migliorarsi. 

Il Tuffo
“Tuffo” di Giovanna Bagarello- Foto fornita dall’ufficio stampa

Viaggio emozionale nelle dieci creazioni della collettiva

Un excursus di sensazioni raccontate da ragazzi provenienti da altre province siciliane, ma anche da coetanei provenienti da altre regioni italiane, come esempio dalla Campania, dalla Toscana ecc.. Un’opera ha il titolo “E ti vengo a cercare” realizzata da Asia Tirelli,17 anni, proveniente da un piccolo paesino dell’Emilia Romagna, che spiega: “In un paesino veramente piccolo, come quello da dove provengo, il senso di isolamento è stato ancora più evidente”. 

E poi c’è “Ostacolo” di Gianluca Bisconti, “Diciannove”di Hybla di Giacomo. E ancora “Tuffo” di Giovanna Bagarello, che racconta “l’attimo che precede l’abbraccio di due amanti. Un abbraccio che è stato bruscamente interrotto dalla pandemia e dal lockdown e che quindi è quasi rimasto in sospeso”, ha spiegato la giovane artista. 

Infine c’è “Repressione”, un quadro nel quale la giovane Irene Cuccia racconta il come ha immaginato il contatto con l’altro in un momento in cui questo semplice gesto non era possibile.  

La pittura e la poesia insieme per rendere più penetrante il messaggio

Due espressioni artistiche che si sposano per fare arrivare ai visitatori tutte le emozioni vissute da questi giovani. E così nella serata inaugurale del 3 settembre alle ore 20, alla presenza del vice sindaco, previsto l’ esordio del poeta calabrese Vincenzo Celia. Il ventunenne porta suoi versi scritti ad hoc per ciascuna opera che “lasciano un segno difficile da rimuovere”, come dichiarano gli stessi artisti. 

L’installazione estemporanea di Pieraccioni 

La realizzazione porta il nome “Sotterrami/Quia pulvis es, et in pulverem reverteris”. “Il titolo è ispirato alla celebre frase polvere sei e polvere ritornerai. “Noi, infatti, siamo nati dalla cenere e quando moriremo ritorneremo cenere”, spiega l’artista, che sottolinea: “La cenere è ciò che ci connette con l’infinito del tempo, perché è l’unico elemento che resta sempre lì, segno che questa solitudine, questa sensazione, in qualche modo, resterà per sempre”. 

Una collettiva autoprodotta per un forte messaggio emozionale 

Nel corso della serata inaugurale prevista anche una performance artistica. Tante  sorprese quindi e la possibilità di apprezzare svariate tecniche artistiche, legate da uno spirito e da un’emozione comune vissuta da questi ragazzi. “Devo dire – conclude Rosa Di Stefano- che mi hanno regalato tanto entusiasmo e mi hanno fatto vivere la loro energia e le loro emozioni. Un lavoro artistico autoprodotto (non ho voluto l’aiuto degli sponsor) una mia scelta di fronte al valore dell’arte e soprattutto al valore del messaggio che volevamo trasmettere. E poi dopo nove mesi di lavoro, considero loro anche miei figli. E’ stata davvero una bellissima esperienza di vita”. 

“Toccami”, collettiva di under 18 sul disagio durante il lockdown ultima modifica: 2021-09-01T07:37:08+02:00 da Ambra Drago

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