EDIFICI STORICI MONUMENTI

Una fortezza a difesa di Palermo: la storia travagliata del Castello a Mare

Castelloamare (1)

A difesa della città di Palermo, presumibilmente dall’antichità, presso l’antico porto della Cala, resisteva il Castello a Mare. La struttura, che si trova su quella penisola sul lato nord chiude la Cala, divenne di grande importanza strategica durante la dominazione musulmana. È in quel periodo che si ipotizza abbia assunto il carattere di fortezza. Di ciò, attualmente, non si hanno notizie precise ma è certo che il Castello sia stato menzionato per la prima volta nel Liber de regno Siciliae attribuito ad Ugone Falcando, risalente alla seconda metà del XII secolo.

Castello A Mare E Cala

Castello a Mare all’imbocco dell’antico porto cittadino della Cala

Il Castrum ìnferior – secondo alcuni documenti storici che ne descrivevano la composizione – comprendeva ambienti destinati al castellano (il governatore) e alla truppa. Era dotato anche di un carcere e persino di una chiesetta. L’importanza di questo baluardo è testimoniata anche dal suo inserimento nell’elenco dei 18 castelli in possesso della Regia curia. Nel XV secolo il castello divenne sede del governo viceregio dell’Isola e successivamente dimora dello stesso Viceré.

Una storia di resistenza e distruzione

Fu certamente sede del Tribunale della Santa Inquisizione. Un tremendo cinquantennio che vide passare dalle proprie carceri migliaia di condannati a morte. Ma è con l’avvento delle artiglierie che si assisterà all’evoluzione (necessaria) della sua struttura. Furono compiuti adeguamenti ed ampliamenti delle vecchie strutture fino alla fine del Settecento quando, col consolidamento del potere dei Borboni, il castello restò stabilmente uno strumento di dominio e controllo sulla città.

Il Castello A Mare A Palermo

Il Castello a Mare nella Palermo dei Borboni

Un simbolo da abbattere a tutti i costi

Fu proprio questa suo carattere a farlo divenire un simbolo da abbattere. Coi moti insurrezionali della prima metà dell’Ottocento e, successivamente, nel 1860, fu letteralmente aggredito. Identificato dalla popolazione come baluardo del governo borbonico, fu preso d’assalto e demolito in alcune sue parti. Con l’Unità d’Italia il grande complesso fortificato venne adibito a caserma e svolse tale funzione sino a quando arrivò il momento fatale: l’abbattimento. Nella volontà di ampliare le strutture portuali palermitane si decretò una consistente distruzione. Fu questo il momento chiave che ha portato poi il Castello a Mare ad assomigliare a un rudere, un lontano ricordo del suo antico splendore.

L’abbattimento e il salvataggio parziale

Dopo tanti secoli a difesa dei palermitani – e dei reali che la governavano – bastò più di un anno, tra il 1922 e il 1923, a vedere realizzato il piano di demolizione. Alcune resistenze e polemiche di allora servirono a salvarlo, anche se parzialmente. Furono infatti sottratti alla demolizione quei pochi resti ancora oggi presenti. Strutture che però lasciano immaginare l’imponenza di questo castello difensivo. Rimane infatti il mastio arabo-normanno, tornato alla luce proprio durante le demolizioni. 

Castello A Mare Di Palermo

Ma soprattutto è in piedi il grande e munito accesso principale oltre che una torre circolare del XV secolo, inglobata nel volume del Baluardo di S. Giorgio, insieme ai resti dello stesso baluardo realizzato sotto il regno di Carlo V. Il fossato è inoltre “riemerso” nel corso dei lavori realizzati nell’ultimo decennio da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo. Ed è stato lo svuotamento dell’interro del fossato che ha messa a nudo, fino alla base, il Baluardo di San Giorgio. Al centro di questo, un maestoso torrione circolare mostra ancora oggi, numerose, le proprie cannoniere.

Un ritrovato legame col mare

Anche se ha subito un lungo abbandono, i lavori attivati nel 2006 hanno portato a numerosi interventi di scavo e di restauro che hanno permesso di liberare tutta l’area. Durante gli anni di intervento, è stata inoltre scoperta una vasta necropoli di età musulmana. Tutta un’operazione di recupero che ha mirato alla restituzione alla città di un monumento di straordinaria importanza come il Castello a Mare. Un’occasione di ritrovare certamente una risorsa urbanistica e turistica, ma soprattutto il legame con la propria “storia di mare”, testimoniata dalle mura e dalle fortezze palermitane e siciliane. Informazioni utili: il Castello è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30; il martedì e il sabato dalle 9 alle 17. Ed è aperto anche la prima domenica del mese dalle 9 alle 13.30.

Daniele Monteleone

Autore: Daniele Monteleone

Direttore di itPalermo – Classe 1992. Scrivo di tutto, quasi da sempre. Molti mi dicono che parlo tantissimo, troppo. Quando sto zitto? Quando c’è lei, la musica: passione irrinunciabile che mi segue ovunque vado, mentre lavoro, mentre vivo. Quando urlo? Sempre, ma soprattutto quando si parla di politica.

Una fortezza a difesa di Palermo: la storia travagliata del Castello a Mare ultima modifica: 2019-06-24T03:48:14+02:00 da Daniele Monteleone

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