PIAZZE STORIE

Piazza Sett’Angeli: quando l’ingiustizia cadde su centinaia di morti

piazza sett'angeli: la vista dell'abside della cattedrale

La cattedrale vista da piazza sett'angeli

La maggior parte degli abitanti di Palermo conosce piazza Sett’Angeli. Tuttavia pochi sanno che su quella stessa piazza in cui molte persone oggi passeggiano spensieratamente, un tempo, durante la Seconda guerra mondiale, su quel medesimo terreno vennero ritrovati decine (se non centinaia) di cadaveri. Questo è un racconto fattuale, nessuna finzione e  niente immaginazione; solo un racconto che narra di vite spezzate, la cui unica colpa è stata quella di essersi ritrovate nella città sbagliata al momento sbagliato. È la storia di una piazza che esiste da secoli, ma che il 18 Aprile 1943 è divenuta un luogo di lacrime e morte.

Prima di piazza Sett’Angeli

Nel XIII secolo, nei pressi di quella che è ora piazza Sett’Angeli, esisteva una chiesa dedicata alle sante patrone di Palermo Santa Ninfa e Sant’Oliva. Successivamente la chiesa si chiamerà “dei Sett’Angeli“, in seguito a un affresco murario presente all’interno della chiesa e raffigurante i sette angeli principali. Nel 1523 il viceré Ettore Pignatelli restaurò completamente la chiesa e diede vita alla confraternita imperiale dei Sett’Angeli. Questa durò fino al 1529, anno in cui Pignatelli decise di abbattere la chiesa per erigere il monastero dedicato a san Francesco da Paola e nominato “ai Sett’Angeli”, in onore dell’affresco murario sopracitato.

Guerra tra Borboni e Garibaldini: nasce la piazza

Nel 1860 avvenne uno dei più cruenti scontri tra Borboni e Garibaldini. A causa di esso il monastero venne totalmente distrutto. Tuttavia è grazie a questa famosa battaglia che si deve la formazione di piazza Sett’Angeli per come oggi è conosciuta. Il monastero, invece, intorno al 1913 fu riedificato e trasformato dal Comune nella Scuola superiore femminile “Giuseppina Turrisi Colonna”, per poi diventare successivamente l’attuale liceo classico “Vittorio Emanuele II”.

mosaici pavimentali

Una teca situata a piazza sett’Angeli contenente mosaici pavimentali di case romane. Foto da wikimedia commons di HowRapid,.

Per non dimenticare

18 Aprile 1943: la data in cui tutto cambiò. In piena Seconda guerra mondiale, i bombardamenti sopra la città di Palermo erano molto frequenti. Tanti erano i rifugi antiaerei, uno di questi proprio sotto piazza Sett’Angeli. Doveva essere uno dei rifugi più sicuri. E così è qui che i Palermitani andarono il 18 Aprile 1943: l’allarme improvvisamente suonò e una grande folla di persone si andò a riparare sotto terra. Ma quando gli aerei nemici sganciarono dal cielo le bombe su Palermo, queste andarono a finire proprio sopra il bunker sotterraneo di piazza Sett’Angeli. Non ci fu nulla da fare. La maggior parte delle persone morì, insieme a mamme e bambini che, invano, stavano aspettando che l’allarme smettesse di suonare per uscire allo scoperto. Ma quell’allarme non smise mai. O meglio, non smise prima che le povere vittime smettessero di inalare l’ultimo respiro.

colonna di piazza sett'angeli

Colonna dedicata alle vittime della seconda guerra mondiale. Foto da flickt.com di Rosario Costanzo.

Le vittime dichiarate furono 30. Ma in realtà il rifugio aveva una capienza di circa mille persone, pertanto si pensa che i deceduti in realtà siano stati centinaia.
La vita è un viaggio breve, per alcuni più breve del solito. Non c’è mai dignità nella morte, eppure ci può essere giustizia. Perché, per quanto la verità possa star stretta all’uomo, la morte è un processo naturale. Per come si nasce, si muore. E per come c’è giustizia nel pianto di un bambino appena nato, c’è giustizia nell’ultimo sospiro di un uomo che sente la vita scivolare dal suo corpo con un ultimo brivido sulla pelle. In alcuni casi, però, la morte non ha giustizia. Sono quei casi in cui centinaia di persone muoiono imprigionate sotto terra, a causa di una bomba lanciata per motivi politici. Non c’è nulla che possiamo fare di fronte alla morte, se non accettarla. Forse può risultare difficile, soprattutto quando è ingiusta. Allora in questi casi può essere molto d’aiuto ricordare; perché «nessuno muore sulla Terra finché rimane nel cuore di chi vive».

Piazza Sett’Angeli: quando l’ingiustizia cadde su centinaia di morti ultima modifica: 2019-04-23T12:11:59+02:00 da Mauro Saitta

Commenti

To Top