I PALERMITANI RACCONTANO PALERMO

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FESTE E SAGRE ITINERARI

Itinerario palermitano dell’amore: dettagli d’amore sparsi per la città

Itinerario palermitano dell'amore: lucchetti sul mare

Febbraio, mese di pieno inverno (quando l’inverno c’è!) e trionfo del Carnevale. Eppure, mese dedicato al sentimento più caldo che esista e – almeno in teoria – che meno maschere dovrebbe indossare. È San Valentino, il compleanno dell’amore. Atteso da molti, odiato da altri, in bilico fra trash, commerciale e romantico, esiste e resiste a dispetto dei detrattori – cinici o pigri che siano. Anche Palermo si converte alla celebrazione dell’amore, naturalmente, ma noi vogliamo farlo in un modo – speriamo – meno materiale possibile. Come? Raccontandovi qua e là sparsi dettagli d’amore che potrete trovare nella nostra innamorante città, in una sorta di breve itinerario palermitano dell’amore.

Itinerario palermitano dell’amore

Una città d’amore

Abbiamo percorso Palermo cercando quei dettagli con cui esprime l’amore e, a dispetto dello scetticismo relazionale sempre più diffuso, ne abbiamo trovati. Le effusioni per strada o in riva al mare; le scritte appassionate di amore eterno su muri o frangiflutti. Mani che intrecciate nel cammino, che si ricercano quando l’intersecazione con altri passanti le separa. Carezze tenere in libreria, a scostare capelli che ricadono sul viso mentre si cerca un buon libro da assaporare insieme. Abbiamo persino visto tracce dell’antica cavalleria che porta un uomo a cedere il passo alla sua donna o ad aprirle lo sportello dell’auto! E ragazzine indicare in vetrina il nuovo peluche con dentro i noti cioccolatini e il fidanzatino di turno aprire il portafogli e sacrificare l’ultima banconota. Insomma, che vi piaccia o meno – tra un problema e l’altro – a Palermo si ama. E l’itinerario palermitano dell’amore prende forma davanti ai nostri occhi!

Sentimenti da esporre nell’itinerario palermitano dell’amore

Si fa presto a dire amore. Mentre creavamo – gironzolando con mente libera e spirito curioso – il nostro itinerario palermitano dell’amore, abbiamo potuto percepirne le varie sfumature. La prima che vi raccontiamo è quella che chiamiamo estasi e descrive l’aspetto forse più alto e irraggiungibile dell’amore. Quello che rapisce l’anima e la trasporta in una dimensione intensa quanto fugace. Ce la regala “Io baciata da Giove”, il dipinto di Giuseppe Patania custodito alla GAM. Poi c’è l’amore ideale, irrealizzato, quello che sopravvive in eterno perché mai consumato e così diventa musa ispiratrice. A mostrarcelo, sempre alla Galleria d’Arte Moderna, è il Dante fanciullo di Benedetto Civiletti. Folgorato e ammutolito, il giovane futuro Vate vede per la prima volta Beatrice. E i frutti di questo incontro d’amore idealizzato li conosciamo tutti. Oltre, forse, ad essere passati tutti per qualcosa del genere a quella età.

Itinerario palermitano dell'amore: un bacio lungo 2500 anni al Museo Salinas
Un bacio lungo 2500 anni al Salinas ph © Patrizia Grotta

Che ci crediate o no, i Musei sono contenitore straordinario di tracce innamorate e innamoranti. Il nostro itinerario palermitano dell’amore, infatti, ci fa approdare al Museo archeologico Salinas. E che cosa non abbiamo scovato! Prima sfumatura: l’amore inscalfibile, che attraversa il tempo non senza cicatrici e cocci persi, ma comunque emozionante e forte. Lo abbiamo intercettato su un frammento di vaso greco, ritrovato a Selinunte, raffigurante un’inusuale scena di bacio. Un bacio di 2500 anni fa! Restando in questo luogo che, credeteci, ha realmente del magico, abbiamo individuato tracce di ben altre tre sfumature amorose. La prima è quella più discutibile, forse, perché unisce l’urgenza della passione all’arroganza del possesso – tematica fin troppo attuale. Quando una dea o un dio si invaghivano di un mortale, infatti, nessuno scrupolo li fermava dal planare sulla terra e rapirlo! Così Zeus rapisce Europa nella metopa del tempio Y di Selinunte.

itinerario palermitano dell'amore: Eos circuisce Cefalo
Eos circuisce Cefalo ph © Patrizia Grotta

Che sia un essere divino o che sia un fin troppo umano uomo, questa sfumatura dovrebbe cessare di esistere adesso, per sempre. Le metope selinuntine, oltre ad essere tesoro prezioso del Museo, sono fonte generosa di dettagli in questo itinerario palermitano dell’amore. Eccone un’altro: la leggiadra Eos, dea dell’aurora, che si innamora di Cefalo – bellissimo mortale. Lo rapisce, ovviamente, ma il giovane è innamorato della moglie – Procri – e non vuole tradirla. Ecco servita, allora, la nostra sfumatura: l’amore astuto, che persegue l’inganno pur di ottenere l’oggetto amato. Eos convince Cefalo che Procri non avrebbe i suoi scrupoli nell’essere infedele, se solo un uomo le si presentasse con un magnifico dono. Per provarglielo, modifica le sembianze di Cefalo e lo pone al cospetto di Procri. Cefalo prova a sedurla con un irresistibile dono e… opsss… Procri cede. Donne astute e uomini plasmabili: la storia dell’umanità ne è ricca!

Itinerario palermitano dell'amore: nozze regali fra Era e Zeus
Nozze regali fra Era e Zeus ph © Patrizia Grotta

La tentazione di soffermarci al Salinas è troppa e ci premia con un’ennesima sfumatura: l’amore regale! Quello che fa sognare i comuni mortali, soprattutto adesso che va di moda il fidanzamento fra eredi al trono e persone comuni, attrici o altro che siano. La metopa selinuntina del tempio aggiunge questo tassello al nostro itinerario palermitano dell’amore e lo fa con le nozze di Zeus ed Era. Un amore non certo esempio di fedeltà, caratterizzato da leggerezze diffuse e tempestose scenate di gelosia, ma sicuramente sontuoso.

Amori infedeli e vendette d’amore

Restando in tema di infedeltà, vi portiamo a quella che è la traccia per eccellenza di una storia di tradimento. Ci troviamo, infatti, adesso al cospetto di Porta Felice, monumento vero e proprio alle corna. La storia – oggi lo definiremmo gossip – tramanda che il viceré Colonna la fece costruire per la moglie Felice Orsini, a risarcimento morale di una sua lunga storia extraconiugale.

Teste di Moro
L’amore vendicativo nelle Teste di Moro ph © Patrizia Grotta

L’amore può essere vendicativo, lo sappiamo, soprattutto in reazione ad un tradimento. E questo ce lo racconta il tassello forse più macabro ma al contempo coreografico del nostro itinerario palermitano dell’amore: le Teste di Moro. La storia è nota: narra della bellissima fanciulla – dedita alla casa e alle piante – che folgora d’amore l’aitante Moro che la scorge al balcone. Preso di passione, l’uomo irrompe in casa della giovinetta, le dichiara il proprio sentimento ed ella ne è talmente irretita (e forse tanto poco del mondo conosce) da cedervi all’istante. Sarebbe una favola, se non contemplasse il dettaglio che il bel Moro deve tornare nella propria terra, dove lo attendono moglie e figli. La fanciulla, infiammata d’amore e odio, attende però che egli ceda al sonno per ucciderlo, decapitarlo e usare la testa per farne vaso in cui far crescere basilico. Una raccomandazione: non fatelo anche voi, esiste la separazione!

Amori ingenui e genuini amori

Dopo tanto impeto, meritiamo di spostare il nostro itinerario palermitano d’amore verso luoghi di dolcezza e ingenuità. Luoghi non luoghi, in un primo caso, e luoghi diffusi – in un secondo. Il primo è quello che accoglie la sfumatura dell’amore adolescenziale, quello che si crede eterno anche quando dura una settimana. Che promette mari e monti, quando il mondo in realtà è in una stanza. Il suo simbolo diventa un lucchetto su cui scrivere le iniziali, da agganciare ad una qualsiasi ringhiera e lasciare arrugginire dalla salsedine marina. Che resta lì, anche quando quelle iniziali si sono ormai separate per congiungersi ad altre. E finiamo con l’amore tenero, giocoso, etereo dei Puttini di Serpotta. Un amore che tutti dovremmo riscoprire, probabilmente, fatto di gratuità, di leggerezza, di amore per amore e null’altro. Un amore da cercare ovunque il grande Maestro abbia lasciato le sue soffici candide creature. E trarne ispirazione.

Idee per un San Valentino d’amore

Per San Valentino le iniziative sono tante, ma – diciamocelo – molte hanno un sapore commerciale e nulla di magico. Ristoranti con menù al limite dell’improponibile, SPA con pacchetti benessere ad hoc (è davvero romantico vedere il nostro/a partner massaggiato/a da un’estranea proprio a San Valentino?), hotel con petali di rosa sul letto. Non vi proporremo niente di questo: vi basterà digitare San Valentino 2020 a Palermo per farne incetta. Noi vi suggeriamo, intanto, di essere alternativi andando in uno dei musei del nostro itinerario palermitano d’amore! Emozionatevi a trovare, con il vostro lui o la vostra lei, le sfumature che abbiamo raccontato. Fatto questo, suggeriamo l’apertura speciale della Torre di San Nicolò, dedicata a San Valentino e agli innamorati. “L’amore visto dall’alto, notte a lume di candela sui tetti di Palermo” promette di regalare qualcosa di indimenticabilmente suggestivo. Dalle 17 alle 23, con prenotazione obbligatoria; qui ogni informazione.

Puttini di Serpotta - oratorio dei Bianchi
L’amore dei Puttini di Serpotta ph © Patrizia Grotta

Ci incuriosisce, e per questo ve lo segnaliamo, la lunga iniziativa del Forum di Palermo “Amore a prima vista”. Dalle 10:00 alle 20:00 del 14, i personaggi più famosi dell’amore inventato passeggeranno per il Centro, tra serenate e racconti di grandi storie di cuore. A cavallo fra San Valentino e Carnevale, potrebbe trasmettere un carico di gioiosità oltre che di romanticismo. Se invece avete tempo e voglia per concedervi un intero fine settimana d’amore, perché non lasciate la città e raggiungete Terrasini? Alle sue bellezze naturalistiche, il paese dell’amore, dove baciarsi è d’obbligo, aggiunge – da venerdì a domenica – tante iniziative dedicate all’amore e agli innamorati. Passeggiate romantiche, mostre fotografiche, voli in mongolfiera e ben altro dedicato all’amore nel programma di Terrasini in love. Perché per dimostrare il proprio amore all’amato/a non occorre per forza spendere un patrimonio o essere eccentrici. Alla fine, ciò che importa è essere insieme, no?

Itinerario palermitano dell’amore: dettagli d’amore sparsi per la città ultima modifica: 2020-02-14T15:37:58+01:00 da Patrizia Grotta
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