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Rinascita del porto di Palermo, “Città pronta al cambiamento”

Porto di Palermo

Il porto di Palermo ritorna in primo piano. Dopo decenni di immobilismo si è parlato in un dibattuto moderato dalla giornalista Stefania Petyx della rinascita dell’area portuale. Finalmente torniamo  a incontrarci– esordisce l’avvocato Donato Didonna- presidente dell’associazione “Piazzetta Bagnasco”, che promuove l’iniziativa. L’idea è quella di mettere in circolo idee e progetti che aiutino a ricostruire e a migliorare Palermo”.

Porto di Palermo
Dibattito moderato da Stefania Petyx sul porto di Palermo. Foto Ambra Drago

Un cambiamento affidato alle capacità manageriali di Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale. In squadra, quale esperto di trasparenza e prevenzione dalla corruzione e infiltrazioni mafiose, anche l’ex procuratore del tribunale di Palermo, Leonardo Agueci, oggi componente dell’Organismo indipendente di valutazione di sistema portuale .

Presidente Monti come ha fatto a realizzare questo cambiamento al porto di Palermo?

“Abbiamo svolto un’attività seria- esordisce Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale-con l’impegno e la dedizione di tanti uomini e donne che spero sia sotto gli occhi di tutti. Ho la fortuna di avvalermi di una squadra fatta di siciliani che sono tornati qui e hanno vinto un concorso. Le tappe fondamentali di questo cambiamento saranno diverse. A settembre inauguriamo la stazione marittima mentre già abbiamo avviato la parte del progetto che riguarda gli aliscafi. Nello stesso mese ma del 2022 inaugureremo il molo trapeziodale e nel gennaio 2023 sarà la volta dell’interfaccia porto-città . E forse quest’ultimo aspetto è il più delicato in quanto si tratta dell’area che si affaccia su via Crispi”.

E poi precisa:” Mi piace sottolineare come nel 2018 abbiamo presentato un progetto internazionale e c’è stato un vincitore al quale abbiamo detto noi pagheremo la progettazione esecutiva e definitiva. Quindi nessuna idea è stata lasciata in un semplice cassetto. Noi abbiamo elevato tutta la progettualità del porto a livello esecutivo e ciò ci ha consentito di ricevere anche dei finanziamenti europei, in particolare di 35 milioni di euro all’interno di un provvedimento che mi vede tra i 24 commissari con poteri speciali nominati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri”.

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Quante risorse economiche sono state messe in campo per realizzare l’intera progettazione dell’area portuale?

“Noi abbiamo collaudato in tre anni trecento milioni di lavori. Inoltre abbiamo cento milioni d lavori in corsi e ne abbiamo altre trecento da spendere nei prossimi tre anni – sottolinea – E quando parlo di trecento milioni di collaudi parlo di cantieri che hanno visto iniziare e finire le proprie lavorazioni. Il collaudo significa opere terminate e che possono essere utilizzate”.

I palermitani sono pronti a apprezzare questi cambiamenti nel porto, luogo spesso vissuto soltanto come di passaggio?

“Guardi ad esempio Sant’Erasmo. Nessuno pensava che quella zona potesse essere riqualificata o addirittura vi sorgesse un ristorante che funziona davvero bene -spiega – Nessuno poteva pensare che un panificio storico come Graziano aprisse li un punto vendita eppure sono li che portano avanti la loro attività commerciale. Penso che la città e i palermitani siano pronti al cambiamento e che vogliano vivere tutti gli spazi vicino al mare e sono convinto che accadrà con naturalezza”. E conclude: “Speriamo di mettere in atto la comunicazione giusta per invitare tutti i palermitani in questi luoghi. Perché tutto questo è per loro, per rendere migliore questa città”.


Rinascita del porto di Palermo, “Città pronta al cambiamento” ultima modifica: 2021-06-21T09:00:00+02:00 da Ambra Drago

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