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TRADIZIONI

“Pesce d’Aprile”, le origini dell’antica tradizione raccontate da Pitrè

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Poisson d’avril” in Francia, “Pescado de abril” in Spagna, “April Fool’s day” in Inghilterra e “Gowkie Day” in Scozia. Questi sono soltanto alcuni dei nomi con cui viene chiamata la ricorrenza più divertente dell’anno. Mille modi per dire “Pesce d’Aprile”. Un giorno rituale, in ogni sua versione, dedicato agli scherzi. Beffe di ogni genere, bonarie o perfide. Dallo scoccare del giorno all’ultimo istante della notte del 1° Aprile, chiunque attende con ansia di essere protagonista di una bizzarria ma, al tempo stesso, teme che qualcun altro possa ridere di lui. Una festa famosa in tutto il mondo, che ricorre il novantunesimo giorno del calendario gregoriano. Ma cosa si cela dietro questa antica tradizione? Un mistero, anche più di uno.

Le origini del “Pesce d’Aprile”

«E’ difficile trovare nel campo delle tradizioni popolari un uso, la cui origine sia tanto oscura e controversa quanto quella del Pesce d’Aprile», scriveva Giuseppe Pitrè.

Tra storia, leggende e racconti legati ad aspetti religiosi, sono tanti i retroscena legati a tale ricorrenza. Proprio lo studioso siciliano, nel libro “Il Pesce d’Aprile”, cerca di mettere ordine sulle teorie riguardanti le origini di tale festa. La prima edizione del testo fu stampata nel 1886 ed è ormai introvabile, ma cinque anni dopo presso la tipografia del “Giornale di Sicilia” ne furono stampate ulteriori 50 copie autografate dall’autore. Scopriamo quali sono, secondo lo scrittore, le tradizioni a cui si rifà questa divertente festa, che anche a Palermo ha avuto e continua ad avere grande successo.

Pesce d'Aprile Appunti di Giuseppe Pitrè

“Pesce d’Aprile. Appunti” di Giuseppe Pitrè

La leggenda friulana di Bertrando di San Genesio, il Papa e la spina di pesce

Una delle più remote narrazioni riguardanti il “Pesce d’Aprile”, raccontata da Giuseppe Pitrè, ha come protagonista Bertrando di San Genesio. Il patriarca di Aquileia aveva invitato a pranzo nel giorno di Pasqua il Papa. Il pontefice, tuttavia, decise di anticipare la visita, proprio al 1° Aprile. Era il Venerdì di Quaresima e il Santo Padre mangiò tanto, ma tanto, pesce, così tanto che nella foga una spina gli rimase in gola. In nessun modo l’ospite riusciva a liberarsi da tale ostruzione. Egli si mise a letto preoccupato e si addormentò. Quando si svegliò, il mattino seguente, era avvenuto un miracolo: la spina si trovava sopra un bacile accanto al letto. Il Papa decise di emanare un decreto che comandava che in tutto il patriarcato non si sarebbe potuto mangiare più pesce in quel giorno. Gli abitanti, per questa ragione, iniziarono a cucinare cibi di ogni tipo a forma di pesce.

Le burle degli innocenti, l’antica tradizione ispano-siciliana sostituita dal “Pesce d’Aprile”

Giuseppe Pitrè, nel libro già citato ma anche in “Curiosità di usi popolari”, ricorda che un’usanza simile al “Pesce d’Aprile” era diffusa in tempi antichi in Spagna. Tuttavia, la data della ricorrenza non era il 1° Aprile bensì il 28 dicembre, giorno de ‘Los Inocentes‘. In questo giorno i nobili erano soliti ordire scherzi a scapito dei domestici. Le origini di tale tradizione risalgono al Medioevo e gli spagnoli, durante la loro dominazione in Sicilia, la trasmisero agli isolani. Soltanto dopo il 1860 la nostra terra subì l’influenza della Penisola intera e “Le burle delle innocenti” furono sostituite dall’ormai noto “Pesce d’Aprile”. Fino a pochi decenni fa, però, si ci chiedeva ancora “Mi pigli per innocente?!”, quando si riceveva una notizia poco credibile.

L’usanza dell’Alleluja, simile al Pesce d’Aprile

Infine, Giuseppe Pitrè racconta anche di una tradizione fortemente diffusa ai suoi giorni, che egli chiama usanza dell’Alleluia. Il sabato santo, secondo quanto emerge dalle sue narrazioni, uno dei creduloni della città veniva spedito alla ricerca della chiave dell’Alleluia. Egli, ovviamente, non avrebbe mai trovato l’ambito oggetto, perché esso non esisteva.

Pesce d'Aprile

Qualsiasi siano le origini del “Pesce d’Aprile”, lontane o vicine, è arrivata l’ora di allontanarsi dalla serietà di tutti i giorni e prender la vita con maggiore leggerezza, almeno per le prossime ore. Marzu e Aprili lassimi durmiri, dice un proverbio, ma attenti agli scherzi!

“Pesce d’Aprile”, le origini dell’antica tradizione raccontate da Pitrè ultima modifica: 2019-04-01T12:20:12+02:00 da Chiara Ferrara
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