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NATURA

Parco d’Orléans, tanto verde ma chiuso

Parco Orleans Chiuso

Parco d’Orléans, giardino all’italiana di pertinenza del Palazzo omonimo, con ingresso su Corso Re Ruggero, risulta chiuso per lavori di manutenzione straordinaria da quasi due anni. Un piccolo zoo e uno dei pochi spazi verdi in pieno centro storico che non si sa quando i turisti e, soprattutto, i bambini potranno ammirare di nuovo. Situato nelle immediate vicinanze del percorso monumentale arabo-normanno, rischia di essere uno dei numerosi tesori della città di Palermo non fruibile.

Pavone, Parco d'Orleans

Pavone, Parco d’Orleans

Origini del Parco d’Orléans

Il parco risale al 1797 su iniziativa di Ferdinando IV di Borbone che lo utilizza come luogo di ricerca botanica per specie di origine esotica. Dal 1810 l’adiacente palazzo diviene la residenza della Famiglia d’Orléans che ne cura l’ampliamento. Nel 1955 la Regione acquista l’area e la destina all’attuale sede della Presidenza della Regione Siciliana. Viene aperto al pubblico il 5 novembre 1955, in occasione della visita in città del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Nel 1957 Giuseppe Alessi, Presidente della Regione, crea all’interno della villa un parco ornitologico la cui gestione è affidata a Salvatore Lauricella, famoso ornitologo del tempo. Ancora oggi diverse specie di uccelli sono oggetto di un contenzioso tra la ditta Lauricella, che per circa sessant’anni ha curato gli animali, e la Regione Siciliana.

Fenicotteri del Parco Orleans

Fenicotteri rosa – Ph. dal sito Parco d’Orléans

La situazione odierna

Oggi il Parco Orléans è chiuso a causa di lavori di manutenzione straordinaria avviati da più di un anno. Dopo aver parlato con il responsabile, chiamando il numero di telefono che si trova sul sito del Parco, non è possibile capire quando verrà riaperto al pubblico. «Non le saprei dire» è l’unica risposta che ho ricevuto. Un tempo indeterminato attende i cittadini palermitani che, di nuovo, sono privati di un loro bene. Dovremo aspettare, come è stato per il Teatro Massimo, vent’anni? Gli animali, alcuni di proprietà della Regione e altri oggetto del contenzioso con Lauricella, vengono curati dall’Istituto zooprofilattico di Palermo. La cura del verde è affidata al corpo forestale. Gli interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) sono di competenza del servizio tecnico della Segreteria Generale della Presidenza della Regione Siciliana.

Tecnologia che avanza

L’associazione per la Ricerca e la Conservazione per l’Ambiente (A.R.C.A.), formata da giovani laureati di Catania, in collaborazione con il Museo della Fauna dell’Università degli Studi di Messina, ha proposto al Presidente della Regione Nello Musumeci un progetto per digitalizzare e permettere l’esplorazione informatizzata del Parco. Obiettivo: conoscere le bellezze al suo interno, piante e animali rari, e permettere a chiunque di esplorarlo. La tecnologia degli smartphone applicata per la prima volta a uno zoo. Sarebbe, dunque, in rete con gli altri zoo, con orti botanici e musei del mondo. Il Parco Orléans diventerebbe il primo smart zoo d’Italia. Se da una parte la tecnologia ha un risvolto assolutamente positivo, in quanto avvicinerebbe fisicamente chi non può andare, dall’altra sembra quasi unica soluzione allo stato di fatto: il Parco Orleans è chiuso.

Il Parco Orleans è chiuso. Che fare?

Il Parco Orleans è chiuso, quindi che fare? Aprire la Villa d’Orléans con la sua storia, con il suo verde e con i suoi animali. Ciò permetterebbe ai bambini e a chi vuole di conoscere la bellezza della natura, attualmente negata, all’interno dello spazio cittadino. Provare a scuotere le acque, coinvolgere le istituzioni, per ottenere di nuovo la fruizione del Parco. Ritengo che la tecnologia, qualora aumenti le possibilità e sostenga l’avanguardia nel settore scientifico e culturale, sia da utilizzare ed elogiare. Non si può però privare il cittadino di una realtà così rara.

Parco d’Orléans, tanto verde ma chiuso ultima modifica: 2019-03-26T14:24:20+01:00 da Eleonora Di Trapani
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