NATURA

Palermo d’autunno

Palermo d'autunno

Continua il nostro viaggio attraverso le stagioni palermitane, iniziato con la primavera e proseguito con l’estate. Oggi vi racconteremo della Palermo d’autunno, perché sì, nonostante leggende metropolitane e credenze nazionali lo mettano in dubbio, anche questa stagione esiste! E possiede, naturalmente, le sue caratteristiche peculiari.

I segnali della Palermo d’autunno

Scrivere su questo argomento richiede un tempismo da partenza di centometrista e di pilota da Formula uno insieme. Perché un dato è certo: la Palermo d’autunno ha questa cosa, che se ti distrai a coglierne i segnali, ti ritrovi già alle luminarie natalizie. Stretto fra estati prolungate ed inverni all’improvviso, quest’autunno siciliano può passare inosservato o confuso con i due vicini astronomici. Tanto che, chiacchierando per le strade cittadine, qualcuno si arrischia a comunicarci che l’autunno non c’è, che «le mezze stagioni sono scomparse» e via dicendo. Così, scrivere dell’autunno palermitano richiede sottile capacità di osservazione e scatto atletico. Ieri era troppo presto, ma domani potrebbe essere tardi; meglio incunearci nell’oggi! I segnali, quindi: sono loro ad indicare che la stagione della malinconia – come la definisce un’anziana donna stretta nell’elegante ma antico cappotto – è arrivata. Quali sono?

Palermo d'autunno: fogli rosse si arrampicano sugli antichi palazzi
Rosso foliage su antichi palazzi palermitani ph © Patrizia Grotta

Scopriamoli, insieme; anzi: ripassiamoli insieme. Perché sappiamo bene che li conoscete anche voi, persino voi che ad ogni raggio di sole novembrino vi tuffate nelle acque di Mondello!

Le caldarroste

Quest’anno ne abbiamo sentito il profumo già a settembre, quando l’autunno era ancora neonato! Per le strade palermitane, senza distinzione di quartiere, si insinua nelle molecole d’aria e nell’olfatto dei passanti. In alcuni luoghi, rivaleggia con quello senza tempo delle stigghiola e con quello avvolgente del caffè tostato. Palermo d’autunno profuma di buono, ma mette a repentaglio la linea dei suoi abitanti, perché la tentazione di prendere al volo un coppo di castagne arrosto è diabolica! Lo abbiamo scoperto proprio in questo novembre: le castagne arrostite sono il più calorico fra i vari modi di gustare questo gioiello autunnale. Almeno evitate di aggiungere un paio di arancine subito dopo…

Foglie ovunque

Da qualche tempo va di moda chiamarlo “foliage” e impazza su Instagram. Il termine indica la livrea del fogliame che da verde transita al biondo e al rosso arancione. Probabilmente la cosa più ammaliante e creativa dell’autunno! Chi ha modo, salga sui monti, spingendosi sulle Madonie: la varietà cromatica, dall’elegante biondo al carnoso rosso, ritempra occhi e anima. Anche nella Palermo d’autunno le foglie cambiano colore, ma soprattutto cambiano posizione. Da appese che stanno agli alberi, fiere e vitali, precipitano giù, su auto posteggiate, marciapiedi, tombini e grate, dentro le caditoie. Qui si amalgamano con la fitta popolazione di volantini, fazzolettini lanciati dalle auto (l’autunno porta le prime influenze), cartacce e cicche. Insieme si trasformeranno nei mitologici tappi che impediscono il deflusso regolare dell’acqua. Così che il Palermitano, quello influenzato di prima, sarà felice di inveire contro l’amministrazione che non pulisce le strade e le fa allagare alle prime piogge.

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I biondi platani autunnali ph © Patrizia Grotta

Palermo d’autunno, come in un quadro

Per fortuna, però, le foglie della Palermo d’autunno regalano anche emozioni senza pari. Come negli intensi dipinti di Michele Catti, il “foliage” dei platani – in via Libertà – cattura biondo e luminoso l’essenza dell’autunno, rendendolo raffinato e struggente. La stessa intensa esperienza vi aspetta su via Vittorio Emanuele, nel tratto che costeggia piazza della Vittoria e ha per sfondo Porta Nuova. Incredibile come davvero si possa avere la sensazione di entrare in uno dei quadri del grande Maestro neo-impressionista! Ve ne consigliamo un ripasso, perché l’autunno può essere una bella occasione per rimpolpare il proprio patrimonio culturale. La Palermo d’Autunno, catturata in eterno dal magistrale pennello di Catti, vi accoglierà – in qualsiasi stagione – alla Galleria d’Arte moderna. Vi accorgerete così di quanto questi dipinti del secolo scorso ancora tanto possano dire della Palermo attuale, quella la cui bellezza resiste a tutto.

Il mare cristallino di Mondello

Altro segnale importante che segna il passaggio all’autunno palermitano è quello forse più paradossale. Paradossale perché sembra “fuori stagione” e, al contempo, perché è uno dei motivi per cui il Palermitano sostiene che non esista l’autunno! Qual è? Il mare cristallino di Mondello, naturalmente! Lo abbiamo visto insieme, qualche mese fa, ed è conoscenza comune: le condizioni in cui il carico estivo trasforma l’acqua marina della borgata marinara palermitana. Quel verde lipposo che scoraggia il bagnante medio è solo un ricordo nella Palermo d’autunno. Anzi, esce proprio dalla memoria, al cospetto della trasparenza tropicale dell’acqua. Invitante per gli occhi e l’olfatto, nasconde una piccola trappola: la temperatura decisamente inferiore a quella estiva. Trappola in cui turisti entrano volentieri, accompagnati da qualche inveterato sostenitore locale del “A Palermo è sempre estate!”

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Mare d’autunno palermitano ph ©Patrizia Grotta

In fondo, è solo autunno

Questi sono alcuni segnali che dipingono la Palermo d’autunno, quelli che raccontano come la città sia un incredibile contrasto anche nello scorrere delle sue stagioni. Fra foliage e piogge, fra ultimi intrepidi bagni e prime decorazioni natalizie alle vetrine, ne esistono di altri – naturalmente. A Palermo è autunno quando le vetrine si riempiono di martorana e di biscotti di San Martino. Quando è buio già alle cinque e il Palermitano si ostina a dire ogni pomeriggio “mih, già scurò?”. Quando si tirano fuori i giubbotti appena la temperatura scende sotto i 20 gradi, ma incroci gente che è ancora a maniche corte. E allora ti poni un quesito epico: ma esagero io o esagerano loro? Quando passi davanti il negozio di liste regalo e, pomeriggio dopo pomeriggio, vedi aumentare le decorazioni natalizie. Così ti chiedi: e se iniziassi a pensarci pure io? Solo che l’attimo dopo sei in spiaggia a godere del tardo tepore del sole.

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La bellezza di Piazza Pretoria sotto l’ombrello ph © Patrizia Grotta

O quando, al pomeriggio, passi dal gelato alla cioccolata calda e il divano non ti sembra più poi così “da sfigato”. O, ancora, quando senti la gente dire: “quest’anno non farò l’errore di sempre, ai regali di Natale comincio a pensare già a novembre”. E tanto lo sanno che non sarà vero nemmeno questa volta. Insomma, sapete qual è la verità? Che alla fin fine la Palermo d’autunno è come la Milano d’autunno, la Roma d’autunno, la Napoli d’autunno, e via dicendo. È una stagione, in fondo, anche qui da noi. Che – checché ne pensiamo e diciamo – abbiamo sciarpe e cappelli nell’armadio, pronti ad emergere ai primi freddi autunnali!

Patrizia Grotta

Autore: Patrizia Grotta

Psicologa e Psicoterapeuta umanista, nonché personal writer con lo pseudonimo di Ljus av Balarm. Unisce psicologia e scrittura creativa nell’ideazione e facilitazione di laboratori psicocreativi di lettura e scrittura. Si occupa anche di biblioterapia.
Palermo d’autunno ultima modifica: 2019-11-25T18:42:48+01:00 da Patrizia Grotta

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