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STORIA

“L’Ora”, un secolo di storia tra lotta e potere

Giornale L Ora

Pagine e pagine sfogliate. Firme di prestigio, rimaste nella storia, e nomi meno noti, finiti nel dimenticatoio. Liberazioni e stragi, notizie liete e funeste. Le sue righe affollate – affiancate da immagini sbiadite – hanno raccontato, per quasi un secolo, le gesta della Sicilia intera. È facile, per i meno giovani, intendere di cosa, o forse meglio dire di chi, stiamo parlando. Lui, “L’Ora”, il primo quotidiano palermitano.

La storia del quotidiano “L’Ora”

Il giornale “L’Ora” nacque nel 1900 per volontà dei Florio – dinastia che non mise mai da parte l’amore per la cultura – ma accompagnò la Sicilia anche per molti anni successivi alla caduta della nobile famiglia. Ignazio Florio, principale finanziatore nonché promotore dell’iniziativa editoriale, decise di dar voce alla borghesia imprenditoriale nei confronti del governo. Fin dalle prime pagine, il quotidiano mostrò alla gente il potere delle parole. Editori e giornalisti, in tal modo, si fecero a lungo carico di pensieri, che spesso divenivano azioni. Un esempio, forse il primo tra tutti, riguarda la narrazione dello sciopero degli operai dei cantieri navali di Palermo e della Fonderia Oretea – che richiedevano l’abolizione di una legge emessa qualche anno prima –, apparsa nell’edizione del 1° Marzo 1901. In quell’occasione, il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, dopo avere represso con la forza la rivolta, accusò il giornale di avere aizzato le masse.

L'Ora

E così, tra le colonne del quotidiano, apparivano firme ben note alla gente che si apprestava a leggerle. Tra gli appartenenti al mondo della politica, basti citare il repubblicano Napoleone Colajanni e il più volte ministro Francesco Saverio Nitti. “L’Ora”, tuttavia, non si poneva limiti nazionali. Il giornale, infatti, aveva diversi corrispondenti all’estero: da Tokyo, fino a New York. E per i più intellettuali, tra le pagine si ritrovavano anche i pensieri di letterati come Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello e Danilo Dolci, nonché del pittore Renato Guttuso.

La lotta contro la mafia

“L’Ora” fu il primo quotidiano siciliano a parlare dei fenomeni mafiosi. Il giornale, attraverso uno stile stringato, mai velato, non ebbe mai timore di denunciare Cosa Nostra e coloro che avevano legami con essa, pubblicando anche in prima pagina nomi e foto dei personaggi coinvolti. E ne pagò le conseguenze. Il 19 ottobre 1958, alle 4:52, arrivò la risposta della mafia. Un’esplosione colpì la tipografia situata in piazzetta Francesco Napoli, distruggendola con 5 chili di tritolo. L’attentato fu soltanto il preambolo di un susseguirsi di vittime: Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato e Mario Francese, tra questi. Giornalisti che dovevano essere messi a tacere. Neanche il sangue, tuttavia, fermò il potere della parola. Il giorno seguente all’esplosione, il titolo di testa del quotidiano recitava “La mafia ci minaccia, l’inchiesta continua.

L'Ora, prima pagina del 20 ottobre 1958: "La mafia ci minaccia, l'inchiesta continua"

Negli anni Settanta, il quotidiano – che era sopravvissuto ai trambusti del fascismo e agli attacchi della mafia – iniziò a subire un netto declino. Il diffondersi delle televisioni e l’aumento della concorrenza editoriale mise alle strette il giornale. Una cooperativa di giornalisti ed amministratori ottenne l’uso della testata, degli immobili e degli impianti in comodato gratuito, tanto da riuscire a continuare l’attività per un altro ventennio. La tiratura, tuttavia, passò dalle venticinquemila alle duemila copie vendute. Il 9 maggio 1992, “L’Ora”, salutò i suoi lettori con un “Arrivederci”, che aveva il sapore di un addio.

Le onorificenze

Tanti, negli anni, sono stati gli omaggi resi al quotidiano. Il regista palermitano Antonio Bellia, nel 2017, presentò nelle sale il documentario “La Corsa dell’Ora”. Il film racconta attraverso interviste e registrazioni d’epoca l’operato del noto giornale nel ventennio dal 1954 al 1975, quando esso ebbe come direttore Vittorio Nasticò, interpretato da Pippo del Bono.

Targa Commemorativa L'ora

Non una statua, ma una via sì

Ed è proprio a cento anni dalla nascita dello storico direttore Vittorio Nasticò, che Palermo ha deciso di donare un’ulteriore onorificenza al giornale. A 25 anni da quel 9 maggio 1992, quando l’isola diede il suo ultimo saluto al quotidiano, il Comune ha deciso di intitolargli una strada, proprio quella in cui sorgeva ai tempi la redazione: “via giornale L’Ora”. È la prima via in Italia dedicata a un giornale.

“L’Ora”, un secolo di storia tra lotta e potere ultima modifica: 2019-10-24T14:07:45+02:00 da Chiara Ferrara
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