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La Riserva di Capo Gallo: sorprendente scoperta per un turismo di prossimità

Turismo di prossimità nella Riserva naturale orientata di Capo Gallo

Uno dei ritornelli di questa estate da pandemia è sicuramente quello che parla di turismo di prossimità. Per decenni l’estate è stata occasione quasi imperdibile per lasciare casa e raggiungere mete vacanziere lontane. Quest’anno, invece, l’obiettivo è diventato attenuare gli spostamenti internazionali, così la propria Regione diventa meta ambita per le vacanze. Noi oggi ci spingiamo oltre, o meglio dentro, proponendovi un concetto di estremità ancora più estremo: il turismo nella propria città. E lo facciamo con una meta precisa in mente: la Riserva naturale orientata di Capo Gallo!

I vantaggi del turismo di prossimità

Cosa vuol dire turismo di prossimità? Ve lo chiediamo perché, in quest’epoca da covid-19 più che in altre, ci siamo ritrovati ad usare termini senza conoscerne il reale significato. Letteralmente, per turismo di prossimità si intende un turismo che punti a luoghi di interesse prossimi, cioè vicini casa nostra. Per vicini possiamo intendere a pochi chilometri dalla nostra città/paese, ma anche all’interno della nostra Regione e – in estremo – della nostra Nazione. Il turismo di prossimità, inoltre, tende a preferire – in linea con il distanziamento sociale precauzionale – luoghi poco affollati, quindi poco conosciuti, a volte di nicchia. Il turismo di prossimità, cioè, può rivelarsi un valorizzatore di località rilevanti ma solitamente ombreggiate da quelle rinomate e di moda. Ed è anche una sorta di salvagente per l’economia locale, poiché focalizza le spese vacanziere sul territorio nazionale anziché disperderle in giro per il mondo.

Il turismo di prossimità in Sicilia

La nostra Sicilia si rivela un’eccellenza per il turismo di prossimità, ricca com’è di innumerevoli località che rispondono ai requisiti. Un esclusivo spettro di variabilità porta dal mare alla montagna, dal borgo antico alla città d’arte, dalla cultura alla massima espressione alla natura nella sublime bellezza. In questa straordinaria offerta da turismo di prossimità, Palermo non è da meno – lo sappiamo – e può offrire persino un turismo a Km 0. Sì, a km 0, proprio come la spesa sostenibile! Per mettere alla prova questa affermazione, abbiamo trascorso un’intera giornata a fare i turisti nella nostra città. Noi abbiamo scelto una meta, ma avremmo potuto optare fra altre decine. La meta che abbiamo scelto è la Riserva naturale orientata di Capo Gallo, all’insegna di un turismo ecologico e attivo.

Riserva naturale orientata di Capo Gallo: un universo da scoprire a due passi da casa

La giornata da turisti a km 0 può iniziare presto, al mattino. Come perdere l’opportunità di fare un bagno nel mare di Mondello che ancora conserva le sue acque di un incomparabile verde cristallino? Ritemprati e rinfrescati, zainetto in spalla con acqua, cibo e un telo da mare, lasciamo la spiaggia e ci mettiamo in cammino. Per raggiungere la Riserva di Capo Gallo ci son tre accessi. Uno parte da Barcarello (Sferracavallo), ma non consente di arrivare al Faro, poiché si ferma prima. Un altro parte da Partanna Mondello e si inerpica per Pizzo Sella: adatto agli esploratori, ma non a chi ha bimbi al seguito. L’accesso più comodo è quello da noi scelto e che parte, appunto, da Mondello. Per trovarlo, superate piazza della Torre di Mondello e percorrete via Piano Gallo, costeggiando lo stabilimento dell’Hotel La Torre.

Turismo di prossimità nella Riserva di Capo Gallo: il panorama sul Golfo di Palermo
La vista arriva fino a Capo Zafferano ph © Patrizia Grotta

Non stupitevi di trovarvi davanti un cancello con cassiere, quando un cartello vi annuncia l’ingresso alla Riserva. In uno dei mitici paradossi palermitani, infatti, l’ingresso da Mondello ricade in una proprietà privata. Astuti mercanti, i proprietari impongono da decenni il pedaggio – vincendo finora ogni causa intentata dal Comune. La zona è riserva protetta solo dal 2001, cosa che spiega l’urbanizzazione preesistente della costa, rappresentata anche dalle ville che occhieggiano alle pendici del Monte. La tassa d’ingresso è irrisoria – in realtà – e varia in base al mezzo. Con un 1 euro a testa – in quanto pedoni – eccoci allora dentro la Riserva. L’indignazione per il balzello dura davvero poco, il tempo di immergersi nella bellezza naturale del panorama. Integralmente nature – ovvero al limite del selvaggio – la Riserva presenta infatti il minimo di manutenzione umana. A noi non ha disturbato, poiché ci ha restituito intatta la bellezza selvaggia del turismo di prossimità.

Dentro la Riserva

L’oro della Montagna e il blu del mare vi abbracceranno ad ogni passo in più, rigenerandovi. Sulla destra, lo sguardo si allarga e sprofonda nel blu ossigenante e intenso del mare immoto. La vista si spinge senza ostacoli fino ad oltrepassare il golfo di Mondello, poggiandosi sulla familiare sagoma di Capo Zafferano. A sinistra, si eleva l’antica aspra sagoma di Monte Gallo, con il suo promontorio noto come Capo Gallo. Non stupitevi, ancora, di incrociare lo sguardo di decine di capre, che improvvise sbucano belanti e incuranti tra i cespugli biondi di sole.

Turismo di prossimità nella Riserva di Capo Gallo: il regno dei Gabbiani
I gabbiani sono presenza preziosa nella Riserva ph © Patrizia Grotta

Sul lato mare, niente spiagge, solo scogli. Scegliete la piattaforma naturale che più vi ispira e tuffatevi in un’acqua che sa essere pulita e trasparente come poche altre. Non a caso, la zona tra Capo Gallo e Isola delle Femmine è area naturale marina protetta. La particolare natura delle rocce sulla costa, sensibili all’erosione del mare, ha nei secoli creato delle grotte interessanti. La più rilevante è la cosiddetta Grotta dell’Olio e, come le altre, può essere raggiunta solo dal mare. Il nostro suggerimento è di farlo in canoa o, perché no, in SUP, per godere al massimo del contatto ancestrale con l’acqua! Doni incomparabili del turismo di prossimità dalla matrice palermitana. Come lo è l’occhieggiare del relitto di una nave punica, che può sorprendervi fra gli scogli.

Turismo di prossimità: Grotta dell'Olio a Capo Gallo
L’interno della Grotta dell’Olio ph © Salvatore Grotta

Rinfrescati dall’acqua, riprendiamo il cammino nella Riserva. Il primo percorso, Sentiero Marinella, non presenta difficoltà, tanto che abbiamo potuto farlo con bambini di varie età. La strada è più o meno asfaltata, con grandi buche qui e là – il che dovrebbe spronare a sbarazzarsi dell’auto all’ingresso della Riserva. Si snoda in lieve pendenza per circa due chilometri e ha, come meta finale, il vecchio faro che si accoccola sul Promontorio. I belati delle capre lasciano il posto ad altri suoni animali, che svelano la presenza fra le frasche di biacchi e gongili (il fatidico tiraciatu della leggenda siciliana). Quando dal mare si alza il rombo di un potente motoscafo, decine e decine di gabbiani reali lasciano i loro rifugi e coprono il cielo sopra di noi. Meraviglia senza pari! A distanza, abbiamo anche la fortuna di scorgere un coniglio fermo al sole, mimetizzato fra i cespugli gialli.

Turismo di prossimità a Capo Gallo: il Faro
Il Faro in disuso ph © Patrizia Grotta

Camminando, ci soffermiamo sull’osservazione di una casamatta – ricordo delle guerre dello scorso secolo. Arriviamo, infine, al Faro – inattivo da tempo immemorabile. Nonostante un cartello parli di lavori di ristrutturazione, oltre il cancello sbarrato l’abbandono è evidente. Sulla guida on-line, leggiamo del progetto di farne una Stazione di biologia marina, ma al momento non se ne intravede neanche l’idea. Per fortuna, la natura ancora non ci delude e ci offre un panorama mozzafiato sul mare e la costa. Vi consigliamo di approfittare del sito anche per una pausa spuntino e beveraggio: dissetarsi e sfamarsi al cospetto di una tale vista è un prezioso vantaggio di questo itinerario da turismo di prossimità. Lasciando poi la strada più o meno asfaltata, è possibile proseguire su un percorso sconnesso che fa aggirare il faro e spinge fino alla vista sull’area marina protetta, con il suo orizzonte chiuso dalla linea armonica di Isola delle Femmine.

Turismo di prossimità nella Riserva di Capo Gallo: una casamatta
Casamatta nella Riserva ph © Patrizia Grotta

Grazie alla guida, scopriamo che i sentieri sono tanti, sebbene la loro segnalazione sia praticamente nulla. Confessiamo il nostro stupore nel renderci conto che la riserva sia più ampia, ricca e differenziata di quanto mai abbiamo creduto. In alcuni tratti, l’aspro giallo dei cespugli cede il posto ad aree estese di conifere. Con vergogna, infatti, ci rendiamo conto di avere sempre sottovalutato questo patrimonio palermitano. La nostra meta successiva è il famoso Semaforo borbonico, regno incontrastato da anni del semi eremita Isravele. Non siamo fortunati, però! Forse perché siamo molti, forse perché non è giornata, non riusciamo ad avere accesso alla struttura. I mosaici tanto decantati non si sveleranno ai nostri occhi, ma ci proponiamo di tornare e sperare in miglior fato!

Turismo di prossimità nella Riserva di Capo Gallo: verso il confine con Isola delle Femmine.
La vista si spinge fino a isola delle Femmine ph © Patrizia Grotta

Le ore, infatti, sono trascorse piene, ma capiamo di aver visto pochissimo, rispetto all’offerta. La Riserva meriterebbe almeno tre giorni di escursioni, partendo dai diversi ingressi e percorrendo ogni sentiero. Ci torneremo, senza dubbio, perché ciò che abbiamo assaggiato ci ha resi affamati del resto. E, anche se questo è quindi un resoconto incompleto, ci auguriamo che sia sufficiente a stuzzicare anche la vostra curiosità. Prima di fare i bagagli e andare altrove, considerate la Riserva di Capo Gallo meta più che degna del vostro turismo di prossimità. Una raccomandazione, però: rispettate la selvaggia bellezza dell’area, riportando con voi qualsiasi involucro abbia contenuto acqua e cibarie. E non dimenticate di munirvi di cappello e crema solare: con queste accortezze, Capo Gallo vi regalerà bellezza e anche, perché no, una dorata abbronzatura!

La Riserva di Capo Gallo: sorprendente scoperta per un turismo di prossimità ultima modifica: 2020-07-23T12:37:29+02:00 da Patrizia Grotta
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