I PALERMITANI RACCONTANO PALERMO

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CULTURA

La Palermo che vorremmo ritrovare

scenario futuro prossimo di Palermo

Dopo più di un mese dall’inizio del Tuttiacasa per l’emergenza covid-19, il sole attraversa generoso le finestre e fa scalpitare l’animo. Le cinque settimane di domiciliari iniziano a farsi sentire. Il desiderio di Palermo è sul punto di diventare vero e proprio spinno. Sebbene si parli già di fase 2, il buon senso impone accortezza nell’ideazione del rientro ad una graduale normalità. La data del 3 maggio non corrisponderà certo, infatti, ad un via libera per tutti. E l’intelligenza ci dice anche che l’estate del 2020 non sarà proprio come noi Siciliani siamo abituati a viverla. In attesa di capire quale sarà lo scenario futuro prossimo di Palermo, suggeriamo un esercizio preparatorio di fantasia. Vogliamo chiederci: come pensiamo/desideriamo che sarà Palermo quando torneremo a viverla pienamente? Un’assenza, un desiderio, una curiosità, una speranza, un timore: questi gli stimoli guida! Noi vi diamo le nostre risposte, ma attendiamo le vostre!

Un’assenza annunciata: l’Ailanto dello Spasimo

Sappiamo già che cosa non troveremo nel nostro ritorno a Palermo. Da qualche ora è stato abbattuto il caratteristico albero dello Spasimo, soggetto adorato dai Palermitani. Solitario e scuro, ha ispirato migliaia di riflessioni, di profondi sguardi, di parole. E di fotografie, naturalmente: a nostra esperienza, l’esemplare di Ailanto cresciuto tra le antiche e magiche mura del complesso è tra i soggetti più ricorrenti sui social dei Palermitani. Chiamato albero del paradiso – per le altezze che può raggiungere – ma considerato dai botanici specie infestante per la sua rapidità riproduttiva, non ce l’ha fatta. Al di là di ogni sterile polemica da esperti onniscienti, l’Ailanto era gravemente ammalato ed era esposto a pericolo di crollo. Non chiamatelo assassinio, però, quanto piuttosto eutanasia. Un accanimento terapeutico sarebbe servito solo a soddisfare le vene malinconiche degli affezionati.

scenario futuro prossimo di Palermo: l'Ailanto abbattuto allo Spasimo
Il compianto Ailanto allo Spasimo ph © Patrizia Grotta

Consci del valore simbolico dell’albero, gli esperti del Comune hanno effettuato lunghi monitoraggi e studi attenti prima di pervenire alla decisione finale. A nostro parere, è sì una perdita affettiva e simbolica nello scenario futuro prossimo di Palermo, ma la bellezza dello Spasimo gli sopravviverà in abbondanza. E ci auguriamo che si pianti presto un altro albero, in auspicio di una nuova vita e di nuove ispirazioni.

Un desiderio per lo scenario futuro prossimo di Palermo

Nel nostro esercizio di immaginazione, lo scenario futuro prossimo di Palermo esprime il desiderio di una piazza Castelnuovo libera! Libera dal cantiere per l’anello ferroviario, naturalmente. I lavori – iniziati nel settembre del 2014 – servono a chiudere ad anello il tratto ferroviario a binario singolo fra le stazioni Notarbartolo e la fermata Giachery. Comprendendo anche le fermate Imperatore Federico e Fiera, il progetto vedrebbe aggiunte le nuove fermate Lazio/Sicilia, Porto, Emerico Amari, piazza Politeama. 2900 metri di tratta che verrebbero a servire il centro allargato della città, alleggerendo il traffico – almeno sulla carta e previa volontà collaborativa dei cittadini. Le alterne fortune del progetto e dei lavori sono conoscenza comune di ogni Palermitano, oltre che spunto di riflessioni e polemiche. L’attuale cronoprogramma fissa la consegna della linea e delle fermate per giugno 2021. Ecco perché – più concretamente – il nostro desiderio è di vedere almeno scomparire i cantieri in superficie.

Una curiosità: come sarà Mondello?

Come appare Mondello nel nostro scenario futuro prossimo di Palermo? La curiosità non riguarda i decreti che incideranno sulla stagione balneare. Si basa, piuttosto, sull’annunciato e – sembrerebbe – imminente progetto di restyling della piazza della Sirenetta. L’Assessorato regionale dei Beni culturali ha, finalmente, stanziato un milione e mezzo per finanziarne la rimodulazione. L’approvazione del progetto di rifacimento risale al giugno 2019; i fondi arrivano – perlomeno il loro annuncio – quasi un anno dopo: tipicamente siculo. Le previsioni progettuali indicano scomparsa dell’asfalto, spostamento a monte della fontana (per creare un’area da dedicare a spettacoli/eventi), incremento di aree verdi. L’imminenza del via libera ai lavori, naturalmente, va inteso alla siciliana, poiché il bando per l’appalto potrebbe partire a fine 2020. Chi più dei Siciliani, però, sa quanto relative siano le tempistiche? E in fondo l’emergenza covid-19 ci sta anche dando ragione, nella sospensione del tempo. Intanto, ci piace fantasticare sulla nuova Mondello.

scenario futuro prossimo di Palermo: come sarà Mondello?
Come sarà la nuova Mondello? ph© Patrizia Grotta

Spazio ad una speranza: il Museo Salinas aperto nella sua interezza

L’ultima volta che abbiamo potuto percorrerlo tutto, nella malia delle sue straordinarie collezioni, è stato il 2007. Nei nostri occhi ancora permane la preziosità della collezione etrusca. Due anni dopo, nel 2009, il Museo archeologico regionale Salinas chiude al pubblico per un’imponente opera di restauro. La luce si spegne per sette anni nelle antiche sale e sui silenziosi reperti. Grazie all’illuminata direzione dell’allora dottoressa Spatafora, nel 2016 il pianterreno e i due atri vengono gradualmente resi fruibili al pubblico. L’emozione di tornare fra le tracce puniche, romane e greche è paragonabile ad un ritorno a casa.

scenario futuro prossimo di Palermo: Museo Salinas aperto?
In attesa di un Museo Salinas interamente fruibile ph© Patrizia Grotta

Le iniziative per offrire il Museo a Palermitani e turisti proseguono e si moltiplicano negli anni successivi, anche nel cambio della dirigenza. I primi risultati del restauro sono evidenti e imponenti, come la suggestiva Agorà. Che diventa fulcro culturale della città. Ma il Salinas è tanto altro, chi lo ha visto lo sa. E la speranza di tornare a possedere la sua intera ricchezza è forte. Speriamo che sia anche realizzabile.

Un timore nello scenario futuro prossimo di Palermo

Che nulla in realtà cambi. Ovvero che i buoni propositi di questi giorni vadano in fumo nell’attimo in cui il rischio contagio si dissolverà al sole di Sicilia. Nessuno imparerà da alcunché e tutti torneranno alla beata strafottenza. Qualche esempio lampante lo abbiamo già avuto, nei personaggi amorali che sul tetto dello Sperone arrostivano a Pasqua. O nell’uomo che si arroga il diritto di nuotare a Mondello, a costo di pagare una multa al giorno, perché il mare gli fa bene. Solo a lui? E invece fa male a tutti noi che con forza e cooperazione rispettiamo le norme in nome del bene collettivo, anche quando ci feriscono personalmente? Strafottenza ed egoismo: questi gli ingredienti che alimentano il timore che a nulla serva aver sperimentato – come mai prima – un’emergenza vitale collettiva. Allora ritroveremo la Palermo sporca, incasinata e maleducata nelle pieghe della Palermo amorevole, sontuosa e ferita?

La Palermo che vorremmo ritrovare ultima modifica: 2020-04-20T18:16:07+02:00 da Patrizia Grotta
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