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ARTE

In Sicilia si riparte dalla cultura: porte aperte a Musei e Parchi regionali

Ritorno a Palazzo Abatellis

Prove di ripartenza per la cultura a Palermo, come in tutta Sicilia. Potremmo forse chiamare così la prima settimana di giugno per alcuni fra i musei cittadini. Solo che questa normalità non è proprio al 100% e per motivi ovvi. Noi siamo stati in giro per voi ed eccovi un reportage su ciò che abbiamo visto!

Musei: si riparte!

La notizia della riapertura dei siti museali e archeologici era da noi attesa alla stregua di un’oasi nel deserto. Dopo tre mesi di astinenza dalla bellezza artistica – questa insieme alle altre – ci eravamo risollevati nelle chiese monumentali già fruibili al pubblico, come la Cattedrale. Come un regalo inaspettato e per questo ancor più gradito, arriva quindi la comunicazione della riapertura dei siti regionali – gratuita per la prima settimana! Subito abbiamo messo in agenda un campionario fra quelli disponibili, scegliendo il Museo Salinas, la Galleria Abatellis, palazzo Riso e San Giovanni degli Eremiti. Vediamo com’è andata questa esplorazione nella ripartenza per la cultura palermitana?

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Il perfetto equilibrio fra natura e architettura a San Giovanni degli Eremiti ph © Patrizia Grotta

Il kit per il buon visitatore: informazioni preliminari e regole da seguire nella ripartenza per la cultura

Prima regola: prenotare

Questa ripartenza per la cultura con la riapertura dei siti non si esime dai dettami covid-correlati. Regola preliminare da seguire è la prenotazione obbligatoria della visita, da fare qui. Prestate attenzione a questo dettaglio, poiché diversamente non vi sarà consentito l’ingresso. Non pensate di gestirla alla siciliana con frasi tipo: vabbè, dai, a che siamo qua facci entrare. In fase di prenotazione, vi sarà richiesto di scegliere giorno e fascia oraria fra quelli disponibili. A procedura ultimata, riceverete un’e-mail di conferma, da portare con voi (va bene sul cellulare) ed esibire all’ingresso. Il biglietto si paga sul posto. Vista la gratuità della prima settimana, ci saremmo attesi numeri consistenti, così abbiamo evitato come la peste sabato e domenica. In realtà, ognuna delle visite è sembrata una visita riservata: il mio accompagnatore ed io, più al massimo presenze sporadiche quasi mai incrociate. In molti casi, abbiamo contato più custodi che pubblico!

Mai senza mascherina

Portate con voi l’ormai fida mascherina. Anche se sarete da soli in una sala, vi sarà detto di non toglierla. Salvo poi accorgervi di qualche custode con la mascherina abbassata: ognuno, evidentemente, gode di privilegi diversificati. Le mascherine di comunità sono consentite, purché coprano adeguatamente naso e bocca. Ci aspettiamo a breve, nei negozi interni ai musei, deliziose mascherine con su stampate riproduzioni delle opere presenti. A tal proposito: se qualcuno seguirà il nostro consiglio, si ricordi di darci una percentuale, grazie.

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A Lei mai alcuna mascherina! ph © Patrizia Grotta

Operazione mani pulite

L’igienizzazione delle mani prima di accedere è obbligatoria e troverete il dispenser ad accogliervi, all’ingresso e in altri punti strategici. I guanti ci sono stati imposti e forniti solo al Salinas, per un motivo sicuramente legittimo ma che ci è rimasto sconosciuto, visto che certamente al museo NON si tocca nulla. Ad una bellezza come il Salinas, lo confessiamo, perdoneremmo tutto, anche un eccesso di zelo. E intanto abbiamo scoperto che guanti usa e getta e scatti fotografici non vanno proprio d’accordo. Se avete tempo, allenatevi a casa prima di andare in loco (imperdibile, credeteci).

Ripartenza culturale a debita distanza

Il distanziamento sociale vi perseguiterà anche dentro musei e gallerie: almeno un metro fra voi e gli altri. O anche due metri o un metro e ottanta: le stime variano in base a chi vi accoglie. Qualcuno è anche arrivato a suggerirci di utilizzare l’altezza del mio accompagnatore (un metro e ottantasei) come parametro di valutazione. Che per fortuna è ingegnere ed è riuscito a spiegarmi come trasformare la stima di un’altezza in verticale in quella di una distanza orizzontale. Senza neanche doversi distendere per terra a mo’ di esempio metrico. Mettendo in conto queste forme creative di fornire le indicazioni e assicurandosi di seguirle tutte con nonchalance, godetevi la visita e riconnettetevi con la bellezza. Ne abbiamo davvero bisogno per riprenderci la nostra vita a dispetto del nemico.

Ripartenza per la cultura: si torna al Museo Salinas!
La gioia di tornare nella magnifica #casaSalinas ph © Patrizia Grotta

Seguite il percorso

Avete indosso la vostra mascherina, le vostre mani sono ben igienizzate, la vostra mente è pronta a calcolare in automatico il distanziamento? Bene, siete allora pronti ad entrare nel museo o nel sito che avrete scelto. Vi sarà chiesta un’ulteriore accortezza: seguire i percorsi obbligatori. Il loro obiettivo è quello di creare due flussi distinti fra i visitatori in entrata e quelli in uscita. In realtà, nulla che si discosti troppo dal tragitto che siamo stati abituati a fare nel tempo. E meno male perché non sono indicati proprio con frecce lampeggianti e scritte maiuscole. Siamo, però, certi che con il trascorrere dei giorni e con l’esperienza, ogni inconveniente verrà smussato. È chiaro come un museo – rispetto ad un parco archeologico – abbia dei vincoli architettonici che certo non possono essere stravolti dall’oggi al domani.

Parola d’ordine nella ripartenza della cultura? Adattarsi e divertirsi!

In questa desiderata ripartenza per la cultura, probabilmente impiegheremo poco ad adattarci alle varie misure – che ci auguriamo il più temporanee possibile – e a definirle normali. Perché il segreto dell’adattamento perfetto è questo: scovare il lato positivo anche in ciò che ci sembra anomalo. Grazie al percorso obbligatorio, infatti, abbiamo avuto la possibilità di cogliere scorci mai visti prima, come il giardino interno dell’Abatellis o la vista su Monte Pellegrino da Palazzo Riso. La mascherina, invece, ci ha permesso di dar spazio alle espressioni di ammirazione, di perplessità, di incanto senza temere di essere visti. E non neghiamo di aver gradito la lenta affluenza: riappropriarsi dell’arte con calma, senza vocii e soffermandoci dinanzi le opere a nostro piacimento è impagabile.

Ripartenza per la cultura: Palazzo Riso e la vista su Piazza Bologni
Magnifici scorci urbani da Palazzo Riso ph © Patrizia Grotta

Non sappiamo quanto a lungo dureranno queste misure, dopo la ripartenza della cultura sotto forma di riaperture graduali. Il maggior dispetto che potremo fare al covid-19 sarà allora di adattarci e non fermarci, finché invece sarà lui a stancarsi. Di certo, invece, risulterà impossibile e indesiderato adattarsi e assuefarsi alla bellezza del nostro patrimonio artistico, che – covid o non covid – ci appartiene e ci identifica. Quindi, il nostro invito è a lasciare casa, seguire le norme di sicurezza e prendervi una pausa dalle preoccupazioni visitando i musei, le gallerie e i parchi di tutta Sicilia.

In Sicilia si riparte dalla cultura: porte aperte a Musei e Parchi regionali ultima modifica: 2020-06-11T12:29:54+02:00 da Patrizia Grotta
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