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QUARTIERI STORIA

Il prestigio dell’Acquasanta, una storia a base d’acqua

Francesco Lojacono Acquasanta. Palermo

A Palermo c’è un’antica borgata marinara che ha dentro il suo nome tutta la storia che la contraddistingue. L’Acquasanta – questo il suo “magico” nome – trova le sue origini da un una grotta a livello del mare da cui sgorgavano le acque minerali di una sorgente molto particolare. Millenaria è la narrazione secondo la quale queste acque avessero miracolose qualità terapeutiche. Ed è così che (con tutte le difficoltà di attribuzione del caso) nasce la storia dell’Acquasanta.

La storia dell’Acquasanta, storia d’acqua

Tutto il tratto di costa compreso fra il porticciolo dell’Acquasanta e quello dell’Arenella è ricco di antri e cavità. È possibile rintracciare la possibilità di affioramenti di acque minerali e la cosiddetta “trasudazione” dalla volta rocciosa. Le “giarraffe”, che devono il loro nome all’etimo arabo garaf (fiume che scorre, sorgente), sono proprio queste preziose fonti che discendono la roccia. Da questo nome deriva anche la nota fontana del Garraffo, un tempo il centro del mercato della Vucciria, oggi spostata nella poco distante Piazza Marina. È tutto un gioco di storie e origini legate – inevitabilmente – all’acqua.

Grotta Regina
Grotta Regina, (nel link le altre foto su Google Maps)

Quel feudo Barca benedetto di nome e di fatto

Come raccontato da Giovanni Purpura nel testo “Palermo e il mare – itinerario della memoria” (Palermo – Qanat Edizioni 2010) il borgo faceva parte di un più ampio feudo denominato Barca che si estendeva dalle falde di Monte Pellegrino fino al mare. Di fatto occupava quelle che oggi sono le zone dell’Addaura, di Vergine Maria e dell’Arenella, fino all’Ucciardone. Il feudo possiede già un nome del tutto particolare: la radice brk significava benedetto. Non a caso due lingue mediterranee – e molto antiche! – l’ebraico, con baruch, e l’arabo, con barakah, intendono il significato “benedizione”, “grazia divina”. E non c’entra niente il generale cartaginese Amilcare Barca nell’indagine per le origini dell’Acquasanta.

La venerazione di quelle acque attraversa i culti

Sempre nello stesso testo “Palermo e il mare – itinerario della memoria” (Palermo – Qanat Edizioni 2010) Giovanni Purpura afferma che proprio nella grotta Regina sul mare dell’Arenella, è possibile osservare numerose iscrizioni puniche costituite da formule in cui compare la radice brk. In questo luogo “mistico”, durante l’occupazione dei Cartaginesi in Sicilia, si riunivano religiosi per compiere riti e benedizioni. La radice infatti segue sempre il nome di una divinità o del sacerdote che sta compiendo la benedizione. Il feudo era dunque benedetto dalle acque delle grotte. Una sacralità attestata da un antichissimo culto legato a queste miracolose sorgive. L’ancestrale devozione per l’acqua nel borgo dell’Acquasanta è ulteriormente testimoniata dalla trasformazione di un’altra fonte nella sotterranea “Chiesa della Madonna dell’Acquasanta”. Oggi una grotticella piuttosto abbandonata ma con le caratteristiche del classico luogo dell’eremita.

Madonna Dell'Acquasanta
Grotticella di Madonna dell’Acquasanta – Da PalermoCity24

Il feudo Barca, infatti, dopo varie vicissitudini ereditarie, fini nella gestione dei frati Benedettini di San Martino delle Scale che ne presero ufficialmente possesso il 19 marzo 1451. La sorgente, già luogo sacro pagano, non poté che costituire il punto di partenza per la storia del nome della borgata. La chiesa e la comunità andava pian piano formandosi tutt’intorno la grotta, oggi nel pieno dell’Acquasanta. Nel tempo, l’aggregazione di qualche casetta per i pescatori divenne attrazione per una classe sociale ben differente. A partire dal XVII tutto cambiò e anche stavolta c’è di mezzo lei, l’acqua.

L’Acquasanta, il panorama desiderato dai nobili

Villa Geraci fu la prima dimora nobiliare della borgata. Con la veduta sul golfo di Palermo, si trattava della perfetta location con il villaggio di pescatori intorno alla chiesa-santuario sul mare. Tutto ciò portò sempre più nobili all’Acquasanta. Sorsero così Villa Lanterna e la casina di don Giuseppe Gioeni Valguarnera dei Duchi d’Angiò, denominata “Nave di Pietra”, e nell’Ottocento, su la maestosa Villa Belmonte. E come dimenticare nel Novecento, il complesso alberghiero di Villa Igiea, indice di grande sviluppo e prestigio per l’area.

Non solo antichi culti

Le qualità salutari dell’acqua minerale dell’Acquasanta erano conosciute dagli antichi per la cura di differenti patologie. Nel XVII secolo essa veniva consigliata dai medici come efficace purgativo, o ancora per ottenere benefici nella cura di reumatismi cronici, calcoli e gotta. Alla fine dell’Ottocento venne persino avviato un business delle acque della borgata con l’apertura dello Stabilimento di bagni minerali dei fratelli Pandolfo.

Stabilimento Pandolfo
Stabilimento Pandolfo

Insomma, in quei luoghi, quelle acque di «Barca» benedette in un feudo letteralmente benedetto portarono alla nascita e allo sviluppo di una lunghissima e ricca storia. L’antico prestigio è così elevato che proprio gli studiosi affermano che il territorio stesso diede il suo nome come origine dell’appellativo del generale cartaginese (Amilcare Barca). Le sorgenti sacre avevano indotto Amilcare a disporre nella località il suo accampamento, ed è probabile che l’epiteto Barca sia stato attribuito da quel momento in poi al generale, appunto, Amilcare “il benedetto”.

Genio Del Porto
Il Genio del Porto, detto anche Genio del Molo, Genio di Palermo al Porto

È probabile inoltre che dal feudo Barca provenga anche la più antica effigie del Genio, in altorilievo su marmo. La divinità pagana è rappresentata con un serpente, venata da rivoli d’acqua e storicamente connessa alla salute, la prosperità. Il Genio di Palermo, un antico dio pagano salvifico adorato anche a Cartagine, raffigurato in diversi punti della città, proverrebbe dunque dall’Acquasanta. Non è un caso che le raffigurazioni del Genio siano collegate alla benedizione e all’acqua. Lo troviamo riprodotto sul portale del Lazzaretto e in prossimità di sorgenti o fontane, come in quelle di Piazza Pretoria, Piazza Rivoluzione, Villa Giulia o al Garraffo. Tutti elementi che donano profondità e importanza alla storia dell’Acquasanta. Una storia oggi dimenticata nella memoria ma soprattutto nell’aspetto odierno della borgata.

Il prestigio dell’Acquasanta, una storia a base d’acqua ultima modifica: 2019-09-27T20:00:29+02:00 da Daniele Monteleone
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