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STORIE

Giglio, da una vetrina in centro alla quotazione in Borsa

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Business innovativo, capacità di attrarre i talenti siciliani e non, in grado di conquistare ben 144 paesi. Tutti questi elementi sono racchiusi in “Giglio.com”, società attiva nel settore della vendita online per la moda di lusso che è riuscita a raggiungere piazza Affari, riuscendo a quotarsi in Borsa.

Un traguardo ambizioso che affonda le sue radici nella storia della famiglia Giglio e del capostipite Michele partito da un negozio nel centro storico di Palermo.  Le tappe fondamentali che hanno portato all’ambito traguardo sono state ripercorse in occasione di un incontro voluto da Donato Didonna , presidente dell’associazione “Piazzetta Bagnasco” e moderato dal professore ordinario di Economia politica, Sebastiano Bavetta.

Giglio.com In Borsa
Famiglia Giglio a piazza Affari- Ph fornita dall’Ufficio Stampa dell’associazione “Piazzetta Bagnasco”

Storia della famiglia Giglio, dal negozio in centro alle boutique di piazza Croci 

Questi passaggi fondamentali li spiega il figlio Giuseppe Giglio, attuale presidente e amministratore delegato dell’azienda “Giglio.com” .“Papà ha avuto la visione negli anni 60’ che la sartoria era al capolinea e stava venendo fuori questo affascinante mondo del prêt-à-porter- esordisce Giglio- così cominciò a esporre nella sua vetrina in centro storico gli abiti dei più grandi stilisti francesi, penso anche a Cacharel oppure all’ esposizione della prima minigonna. Poi da lì abbiamo iniziato a cavalcare negli anni 70’ e 80’ la nascita dei primi stilisti italiani, penso alle sorelle Fendi, a Valentino e siamo arrivati a piazza Croci e lì si è costruita la storia della famiglia Giglio”.

La nascita dell’e-commerce

Poi uno studente un po’ inquieto che vedeva il banco e la vetrina come qualcosa di stretto e limitante nel 96’ ha deciso di mettersi in gioco nella nuova frontiera dell’online. Sino a quel momento non c’era il pagamento digitale e Google aveva la scritta Beta e l’unico motore di ricerca era Altervista. Un’epoca diversa che oggi sembra assurdo pensarla ma che ha spinto Giuseppe Giglio ad entrare nell’online creando “Giglio.com” in continuità con le boutique. 

“La digitalizzazione- confida Giuseppe Giglio- per molto tempo è rimasta latente perché da un lato avevo mio padre che aveva una visione diversa. Era difficile far capire a mio padre il concetto della vendita a distanza. Però mio padre ha avuto la lungimiranza di non intralciare il percorso. Mi diceva: “Guarda io non ci credo ma se tu pensi che vada fatta la facciamo e vediamo come finisce. E così stagione dopo stagione abbiamo incominciato a costruire un mondo digitale parallelo ai negozi”. 

Dalla digitalizzazione alla quotazione in Borsa

Un processo di digitalizzazione iniziato quindi vent’anni fa e che oggi finalmente ha raccolto i suoi frutti. E poi come ha sottolineato Giglio anche la pandemia è innegabile che ha accelerato tutto. “Noi abbiamo aperto ai capitali già nel 2018. In verità già alla fine del 2017 avevamo capito che i tempi erano maturi per far spiccare il volo all’azienda online. Abbiamo fatto una prima operazione straordinaria con un’emissione di un bond quotato ed è stato sottoscritto dall’SGR più importante di Italia, si chiama Zenit. Un bond che è stato rimborsato lo scorso aprile. Poi qualche mese dopo nel gennaio 2019 si è realizzata una seconda operazione straordinaria ed è entrato un fondo di investimento milanese nel capitale di “Giglio. com” che ci ha dato un ulteriore visione, ci ha dato rigore, ordine, compostezza”.

Alla quotazione la famiglia Giglio giunge attraverso un percorso di crescita legata a una mentalità che sceglie di aprirsi alla finanza internazionale o comunque a una finanza più strutturata. Un risultato che non può non tenere conto delle vendite che hanno un target ben preciso di acquirenti sia in Italia che all’Estero. 

Giglio.com” e-commerce che raggiunge 144 Paesi per un target di professionisti 

“Serviamo un cliente alto spendente, un professionista. Diciamo che mediamente il nostro cliente è di 30-35 anni ambosessi. Il primo paese dove vendiamo è l’Italia con il suo trenta per cento, poi abbiamo Stati Uniti, Russia, Giappone, in realtà siamo quasi ovunque. Non siamo in Africa, c’è una clientela rarefatta. Siamo scarsamente visibili nell’America Latina”.  Ma al di là della clientela uno dei punti di forza dell’azienda è il suo personale. 

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Momento della presentazione a piazzetta Bagnasco- Ph di Ambra Drago

Giovani talenti  e i “cervelli “che tornano a lavorare a  casa 

” L’ottantacinque per cento del personale-racconta Giglio- non raggiunge i quarant’anni. Il cinquantacinque per cento sono donne, un team di talenti, molto giovani ”. Un risultato storico anche per la città di Palermo e per il mondo imprenditoriale. Nel commercio c’è quello che si chiama rischio di impresa e poi c’è anche la paura che a volte può giocare brutti scherzi e invece sembra che abbia avuto un effetto contrario nell’ascesa di “Giglio.com”.” Diciamo che ho imparato a governare la paura – conclude Giglio- ma devo dire che lei ti fa compiere il passo giusto. Ti fa stare attento e concentrato verso il raggiungimento di un obiettivo. Ti aiuta a rimanere sempre con i piedi per terra. E ai giovani posso dire di non andare via. E noi e ne sono orgoglioso, ne abbiamo riportato qualcuno a casa permettendogli di tornare a lavorare nella propria terra”. 

Giglio, da una vetrina in centro alla quotazione in Borsa ultima modifica: 2021-08-20T07:57:15+02:00 da Ambra Drago

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