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Food Forest di Partinico, ottenuti i fondi necessari

Una veduta del Food forest di Partinico

Agricoltura sostenibile a Partinico. Una Food Forest nascerà in un terreno di cinque ettari confiscato alla mafia. Tutto grazie ad un crowdfunding lanciato in Svizzera che ha raggiunto e superato i 60mila euro necessari per realizzarlo.

Food Forest, superata la cifra già a metà mese

Si può donare fino al 20 novembre 2020 ma già il 13 di questo mese il progetto aveva ottenuto somme fino a 67mila euro. Il terreno è fondo Parrini che dal 1998 è affidato alla cooperativa sociale NoE (No Emarginazione) dal comune di Partinico. Convertito in agricoltura biologica, è coltivato ad orticole, oliveto e seminativo.

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Un incontro tra anime diverse ma complementari per Food Forest

Un progetto, quello della Food Forest nato grazie all’incontro tra diverse anime. C’è la cooperativa Noe e la cooperativa agricola di Camporeale Valdibella, che opera nel campo della coltivazione e trasformazione di prodotti biologici. Insieme a queste c’è l’associazione svizzera Crowd Container che si occupa su scala internazionale della creazione di una rete di consumatori e produttori che praticano un’agricoltura e sostenibile.

La nuova realtà di Partinico
La pianificazione delle attività

Risvolti positivi della Food Forest sul territorio

Un lavoro di rete che ha portato buoni risultati dal punto di vista agricolo ma anche sociale. Risvolti positivi che incidono sul territorio anche a livello occupazionale. “Siamo strafelici di annunciarvi che la nostra #FoodForest nascerà. – scrive sui social la cooperativa -.  Abbiamo raggiunto la cifra stabilita di 60mila euro e dobbiamo ringraziare tutti voi che ci avete sostenuto e avete creduto in questo sogno insieme a noi. Sta per iniziare una nuova vita per la nostra cooperativa insieme alla Cooperativa Agricola Valdibella e a Crowd Container”.

Food forest a Partinico
La nuova realtà nasce in un terreno confiscato alla mafia

Obiettivo: l’agricoltura sostenibile

Il progetto ha come obiettivo quello di promuovere la produzione agricola sostenibile utilizzando i sistemi agroforestali, come la foresta commestibile. Si punta a ottimizzare l’uso delle risorse idriche e una zona di compostaggio. Si prevede la gestione della vegetazione esistente, in particolare dei rovi e l’inserimento di nuovi elementi, sia quelli più esigenti in termini d’irrigazione, come l’avocado, ma anche specie che hanno bisogno di meno acqua per crescere.

La rete di distribuzione

Le produzioni sono programmate con i partner e sono poi distribuite in Svizzera e nel mercato locale, garantendo il massimo della trasparenza al consumatore finale. Crowd Container collega i piccoli agricoltori di tutto il mondo ai consumatori finali e consentendo di vendere direttamente i prodotti.

Food forest la cooperativa di Partinico
Alcuni attrezzi dell’attività agricola

Una volta avviata l’agroforesta da una parte del terreno verranno piantate vecchie varietà di frutta, frassino, noce e piante aromatiche, incluse specie con fiori attrattivi per api. E poi ancora moringa e specie della macchia mediterranea commestibili come il corbezzolo, mirto, perastro, biancospino, rosa canina. In un’altra zona verranno piantati ulivi, frassini, noci e asparagi e una linea di siepe. E poi ancora avocado e annona e una piantagione di Passiflora edulis.

Food Forest di Partinico, ottenuti i fondi necessari ultima modifica: 2020-11-21T12:50:34+01:00 da Stefania Brusca
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