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Cronache dal seggio elettorale

seggio elettorale

Tra crisi politiche, cambiamenti climatici e “scissioni” dall’Europa in stand-by, arrivano loro: le Elezioni Europee. E con le Elezioni arriva anche in una certa casa di Palermo un’inaspettata convocazione come scrutatrice di seggio elettorale! S’innescano stupite riflessioni come: ma quand’è che ho fatto richiesta io? o ma non erano sempre gli stessi gira e rigira a svolgere queste faccende? Poi, però, subentra e predomina la curiosità da cronista e così, eccoci qua a farvi resoconto della vita da un seggio elettorale a Palermo!

Vigilia artigianale

Una convocazione al Seggio elettorale la vita un po’ te la strapazza, come una perturbazione che si abbatte sul fine settimana. D’altronde, hanno questo in comune: arrivano a rovinarti i piani per il week end! La convocazione parla chiaro: si comincia dalle 15:45 del sabato, poiché alle 16:00 si compone il seggio elettorale. Prima scoperta: quando da elettori mettiamo un segno sulla scheda, che poi molliamo nell’urna, non abbiamo idea della retrostante paranoia! Conta e riconta le schede in dotazione, perché se ne manca anche solo una sono cavoli. Siglale ad una ad una, quindi timbrale e… ricontale di nuovo! Il disturbo ossessivo-compulsivo impera! Quindi vi chiedo: avete trattato bene la vostra scheda? Prima, però, abbiamo scoperto che non sempre ciò che è logico è ovvio: soprattutto quando scovi nel saccone col materiale elettorale le forbici necessarie a tagliare la fascetta che chiude il suddetto saccone!

seggio elettorale: fasci di schede contate e vidimate

Le preziose schede elettorali, contate e vidimate ph.© Patrizia Grotta

Sapete che è prassi, ufficiosa ma consolidata, la presenza di persone che girano per seggi a proporsi come sostituti scrutatori di eventuali titolari disertori? O che è possibile che le liste elettorali non siano aggiornate con l’anagrafe, tanto che un defunto risulti ancora elettore? In questa vigilia di preparativi artigianali, c’è spazio anche per decoupage (rivestire di carta i banchi destinati a reggere l’urna) e bricolage (ricomporre la sagoma di cartone per creare l’urna). Sarà perché è primavera, ma possono anche toccarvi le “pulizie grosse”: armati di fazzolettini e amuchina, spolveriamo un centimetro di nero fumo da banchi e sedie! C’è anche il totoaffluenza: con il Presidente che prevede una buona metà e il poliziotto che ne aspetta giusto un quinto.
Per finire, mettiamo i sigilli a finestre e porta: croci di scotch carta da siglare, che non so quanta sicurezza diano, però fanno molto scena del crimine.

La lunga domenica del Seggio elettorale

Mentre i nostri conoscenti ancora coccolano Morfeo, noi accompagniamo l’alba e ci godiamo la città che dorme.
La domenica dello scrutatore di seggio elettorale è lunga, sappiatelo! Evitate quindi d’ora in poi – lo farò anch’io – di giudicarli fortunati che guadagnano qualche euro senza far nulla! Le mansioni non richiedono un QI da Leonardo, semplici come sono, ma costituiscono una sfida alla capacità di concentrazione costante e multifocale.
Verificare se l’elettore che appare davanti al nostro sorriso di benvenuto sia nella stanza giusta; capita più spesso di quanto crediate che la gente sbagli sezione! Identificarlo sfogliando avanti e indietro un librone di iscritti alla Sezione dalle dimensioni bibliche, impaginato da un tipografo che sospettiamo odi i margini di rilegatura superiori al millimetro. Per inciso, proponiamo una petizione sull’abolizione delle patenti dal novero dei documenti validi per l’identificazione: hanno dati non solo in caratteri minuscoli, ma anche in formati differenti.

seggio elettorale: disegni su carta

Scrutatori e tempi morti: come passare il tempo ph© Patrizia Grotta

Poi, occorre trascrivere il suo numero di iscrizione e della sua tessera elettorale su un registro, fonte di stress per Presidenti di Seggio. Perché? Perché i numeri progressivi che ne derivano rappresentano l’accuratezza del lavoro degli scrutatori, ovvero la correttezza e la trasparenza di cui render conto alle autorità. Ma il compito che maggiormente richiede occhio e prontezza è di ben altro livello: evitare che un elettore, diciamo distratto, se ne vada con la matita copiativa! Ridete? Incoscienti! Se una di queste matite scomparisse, la minaccia nucleare vi farebbe meno paura della smisurata pena pecuniaria prevista, che arriva anche a 300€!
Al Seggio elettorale, si lavora a ondate orarie e i veterani sanno prevederli: serrati dopo le messe e prima di pranzo (quando l’elettore arriva prima o dopo una capatina a comprare i dolci della domenica!), mosci durante le partite di calcio, sporadici ma frenetici intorno alle 22.

La Varia umanità di un Seggio elettorale

Siamo stati notevolmente colpiti di quanto molte delle persone che attendono al Seggio elettorale abbiano voglia di parlare! Di politica, in primis: ciascun tipo di preferenza di partito – ovviamente segreta – è parsa associata ad una specifica motivazione. Così abbiamo avuto gli arrabbiati, i delusi/disillusi, i mediatori e – persino! – i glielo do a loro perché sono tutti giovani e lo fanno con il cuore. Divertitevi voi a fare le associazioni! Non possiamo naturalmente sapere cosa poi ognuno abbia effettivamente espresso nel chiuso della cabina elettorale, ma gli entering poll sono affascinanti. E il voto si conferma veramente come ribollente reazione chimica fra razionalità ed emotività! Altro argomento di conversazione? Gli acciacchi che prima o poi renderanno arduo se non impossibile l’accesso al Seggio. O le peripezie affrontate per venire: a qualcuno sono persino cadute le chiavi di casa nella tromba dell’ascensore (120€ per l’assistenza urgente: quanto può costare il diritto al voto!)

seggio elettorale: le scuole, palco delle scene elettorali

Le scuole: palco delle scene dal seggio ph©Patrizia Grotta

E ci sono i giovanissimi elettori al primo voto, che arrossiscono fieri ed emozionati quando, sollevando lo sguardo dalla tessera elettorale, gli porgiamo gli auguri. Ci sono le forze dell’ordine, che attraversano più o meno indenni una maratona di due giorni. I Presidenti di Seggio alla prima esperienza, che attingono voraci alle competenti esperienze dei veterani, irrompendo in qualsiasi momento e con qualsiasi domanda. Non mancano i rappresentanti di lista, che di seggio in seggio appaiono quasi come agenti in missione segreta. Infine, ovviamente, ci sono gli scrutatori, persone di svariata provenienza professionale, culturale e sociale che per una domenica si calano nel ruolo di pubblico ufficiale. Ognuno a modo proprio, naturalmente, e secondo la propria indole. Infatti, una cosa ci è già chiara, dopo questa prima esperienza: è proprio questo incontro fra persone diverse che rende l’esperienza bella o da incubo. Noi siamo stati davvero fortunati!

E infine lo spoglio!

Quando alle 23 suona la campanella, non vuol dire che possiamo andarcene a casa! Anzi, la campanella annuncia il momento clou: lo spoglio delle schede raccolte nel giorno di attività del seggio elettorale. La sacra urna viene aperta, dopo averne rotto i sigilli, e il contenuto riversato sul tavolo sgombro di altro. Attorno a noi –scrutatori, presidente e segretario – siedono vari rappresentanti di lista. Armati di penna e taccuino o foglio, penderanno dalle nostre labbra. A turno, quindi, si levano le voci che declamano il contenuto di ogni scheda aperta. Voti di lista, di preferenza, errori clamorosi, immancabili sicule parolacce, candidati inesistenti: scheda dopo scheda emerge la volontà degli elettori. Abbiamo in mente battute ironiche o divertite, ma dobbiamo tenercele per non spezzare la solennità! Veramente, però, proviamo a immaginare chi, fra i volti che abbiamo guardato, sia colui che con soddisfazione ha scritto sulla scheda il suo 800A.

Tra compilazione delle minuscole caselline numerate in cui segnare le preferenze, conteggi ripetuti allo strenuo, firme, sigle, chiusura dei pacchi e altre lungaggini burocratiche, si fa notte fonda. E d’improvviso ci rendiamo conto che in quella lunga domenica, in realtà, non si è solo compiuta la nostra prima (ultima?) esperienza da scrutatori. Eh no! In questa domenica si è anche e soprattutto espressa una volontà da cui dipenderà qualcosa di importante per il futuro. Allora, nella nostra mente, le battute lasciano spazio alla speranza, forse anche alla laica preghiera, che gli Italiani abbiano votato con coscienza e saggezza. E quando, salutati i compagni di avventura, usciamo fuori nella notte fresca ma non fredda di un uggioso fine maggio, guardiamo il cielo. Che sappiamo essere lo stesso che copre l’intera nostra Europa.

 

Patrizia Grotta

Autore: Patrizia Grotta

Psicologa e Psicoterapeuta umanista, nonché personal writer con lo pseudonimo di Ljus av Balarm. Unisce psicologia e scrittura creativa nell’ideazione e facilitazione di laboratori psicocreativi di lettura e scrittura. Si occupa anche di biblioterapia.

Cronache dal seggio elettorale ultima modifica: 2019-05-27T18:18:03+02:00 da Patrizia Grotta

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