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Caso coronavirus a Palermo, niente panico: informazione e prevenzione prima di tutto

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In conferenza stampa, Nello Musumeci, il presidente della Regione Sicilia, ha dato ulteriore conferma sul primo caso siciliano di coronavirus. Si sa che la donna contagiata è «di origine bergamasca». Si sa che è «presente in Sicilia assieme ad una comitiva turistica, arrivata a Palermo prima dell’inizio della emergenza in Lombardia». Dopo aver ripetuto l’esame di conferma, la donna è stata ricoverata all’Ospedale ‘Vincenzo Cervello’ di Palermo. Per la comitiva con cui era in vacanza è in corso la quarantena in hotel. Il marito della donna è risultato invece negativo al test sulla covid-19.

Si confermano le disposizioni ministeriali

La paziente bergamasca, al momento, presenterebbe solo leggeri sintomi influenzali. È stata posta in nottata in isolamento al reparto di malattie infettive dell’Ospedale Cervello. Sarà solo al termine degli accertamenti che saranno diffuse tutte le altre informazioni necessarie. Non si sa con precisione quante persone è necessario mettere in isolamento – oltre al personale dell’hotel – e restano ferme tutte le disposizioni già diffuse in queste settimane: comunicare immediatamente la presenza nell’Isola alle autorità sanitarie per chi proviene dalle “zone gialle”, non recarsi al pronto soccorso in caso di sospetto contagio e richiedere l’intervento medico nel caso di sintomatologia influenzale.

Inutile puntare il dito, serve informarsi

La turista di Bergamo sarebbe in vacanza a Palermo da circa una settimana insieme al resto della comitiva. Questo dato, se confermato, getterebbe ulteriori dubbi sulla ricostruzione del contagio che sta dilagando in Lombardia, dove i casi sono arrivati a 206. Sempre partendo da questa informazione, sarebbe il caso di spegnere sul nascere le polemiche sulle “accuse” mosse alla mancata cautela da parte della comitiva bergamasca. L’Università degli Studi di Palermo, in giornata, emanerà una direttiva che prevede il rinvio di una settimana di tutte le lezioni oltre che la celebrazione degli esami a porte chiuse.

Il panico non salverà nessuno

L’overload di informazione sul coronavirus sta comunque creando – come è naturale che sia – una paura diffusa, ma vogliamo ricordare che affollare i supermercati e le farmacie è un comportamento non solo inutile e incauto ma anche potenzialmente dannoso in un momento di rischio come questo. Inoltre è necessario ricordare come dalla Covid-19 si guarisca – come testimonia anche l’ampio numero di guariti già in Cina – e che i soggetti a rischio sono gli anziani e gli ammalati. Quella che si prospetta da tempo è un’operazione di responsabilità e tutela proprio nei confronti di queste categorie, ben altra cosa rispetto alla chiusura di una qualsiasi porta di contatto col resto della popolazione. È una situazione, in un momento di crisi come questo, che richiede unicamente controllo, rispetto delle regole e soprattutto fiducia nelle istituzioni.

Caso coronavirus a Palermo, niente panico: informazione e prevenzione prima di tutto ultima modifica: 2020-02-25T11:25:41+01:00 da Daniele Monteleone
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