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“Candido” di Leonardo Sciascia. La Sicilia e le sottili ipocrisie del detto e non detto

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Leonardo Sciascia, con un romanzo dal passo veloce ma pungente, narra la vicenda di un uomo, Candido, vissuto in Sicilia nel secondo dopoguerra. Un contesto sociale di cui lentamente ma sistematicamente scoprirà le grigie sfilacciature, le sottili ipocrisie del detto e del non detto.

La storia di Candido

Tutto comincia così, per gioco. Con un ragazzino che prima abbandonato dalla madre e poi affidato dal padre ad una balia, si mette ad ascoltare, non visto, le conversazioni degli adulti standosene silenzioso.

Il suo “candore”, risultato di una crescita scevra da condizionamenti familiari, se da un lato è penalizzante per la salute mentale di un bambino, d’altro canto gli consente di avere e di mantenere un criterio di valutazione cristallino e non inficiato da pressioni esterne. Ne verrà fuori un uomo talmente limpido, privo di ogni forma di malizia, da risultare pericoloso per il suo milieu dove ciò che importa è non turbare le apparenze.

“Le cose sono sempre semplici”

Candido è riassumibile in questa frase: «noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno dentro di sé può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario”. Sciascia Scrive: “le cose sono sempre semplici».

Ed è proprio questa semplificazione delle cose, è proprio la repulsione per le complicate analisi, la repellenza per l’ostinazione a voler trovare cause, ragioni e giustificazioni a tutto, che lo farà scontrare con le bassezze della sua società.

Le sottili ipocrisie

Quali sono gli elementi striscianti che, come funebri rampicanti, lo toccano e lo avvolgono sin da piccolo? Sentimenti di ordinaria follia collettiva, quali la Pietà, il Biasimo, la Commiserazione.

Candido, addentrandosi nel groviglio sotterraneo di quel labirinto che è il contesto sociale in cui vive, reagisce da buon osservatore illuminato senza cadere nel comodo cliché della vittima del sistema. Lascerà la Sicilia per attraversare le Alpi e, nella città della Rivoluzione, Parigi, troverà l’amore e coltiverà la Speranza.

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Copertina del libro “Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia” di L. Sciascia

Un romanzo di formazione in cui l’intellettuale siciliano provoca il lettore a pensare, a riconoscere, suo malgrado, il sistema del Pensiero taciuto, assai greve… A riconoscere il detto e il non detto.

Siamo ancora oggi in grado di riconoscere questi sentimenti che fanno parte della nostra (siciliana) storia del pensiero? Se la risposta non è chiara (ma anche se lo fosse), vale comunque la pena addentrarsi nei colpi di penna di Sciascia.  

“Candido” di Leonardo Sciascia. La Sicilia e le sottili ipocrisie del detto e non detto ultima modifica: 2020-08-21T18:09:05+02:00 da Lorena Pagano
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"Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia" di L. Sciascia
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