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Da Palermo a New York, Salatiello interpreta la Streisand: “Ispirata dalla sua storia”

Streisand Salatiello Evidenza

Per interpretare la Streisand l’attrice Maritè Salatiello ha sviluppato lo spettacolo con la Susan Batson Studio, scuola di recitazione di Nicole Kidman e Rihanna. In scena a Times Square, entro il 2020 sbarcherà anche a Palermo.

“The way I am” è  un titolo che racconta molto dello spettacolo ispirato alla Streisand. Quali aspetti della sua vita ti hanno ispirata di più nella creazione del personaggio?

Il sogno. Quando ho visto “Funny Girl” per la prima volta mi sono innamorata del sogno di Fanny Brice, la protagonista interpretata da Barbra. Simpatica, divertente, non bellissima, col naso grosso, ma seducente, determinata e con tanta personalità pronta a diventare una star. Barbra è la personalizzazione di Fanny Brice e io mi sento ispirata da Barbra e dalla sua storia di ragazza su cui nessuno avrebbe scommesso. Una ragazza che da sola, solo grazie alla sua volontà, ha realizzato il suo sogno.

Da Palermo a New York è un lungo viaggio. Quali sono stati gli ostacoli più difficili? E quali invece i momenti in cui hai realizzato di potercela fare?

Gli ostacoli ci sono e sono stati tantissimi. Ho vissuto, come per chi si trasferisce in America, l’esperienza di essere un’immigrata. Vivere in un Paese come gli Stati Uniti da immigrata ti costringe a vivere e a ragionare in maniera diversa. È una restrizione della tua libertà perché non puoi fare quello che vuoi ma solo quello che ti è concesso a seconda del visto che ti viene dato. Non puoi entrare e uscire dal Paese quando vuoi, non puoi lavorare per chi vuoi. Ti senti “diverso” nonostante, soprattutto a New York City, ci sia una grande comunità di immigrati e anche una grande accoglienza in particolare verso gli italiani. Ma non basta.

Streisand Salatiello Interna

È comunque una situazione che ti condiziona la vita. Da un punto di vista di qualità di vita ho rinunciato a moltissimi confort. La vita è carissima e già potere vivere da solo e mangiare sano è un lusso a New York, quindi ho dovuto modificare la scala delle mie priorità e sicuramente la mia flessibilità nel vivere in spazi piccoli. Ho dovuto imparare ad avere una grande capacità di adattamento. La lingua, nonostante io ami l’inglese ed è la lingua in cui recito, non è la mia lingua madre. Anche se per me è super stimolante, c’è un costante lavoro su vocabolario, accento, e grammatica. Anche le relazioni sociali cambiano.

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Noi italiani – e specialmente io da siciliana – siamo abituati a essere circondati da calore e affetto. Gli italiani sono famosi nel mondo per essere generosi, aperti e affettuosi. Non è esattamente lo stesso a New York. Qui la gente è molto pragmatica e ognuno si fa gli affari propri. Questo ha i suoi aspetti positivi perché è sicuramente un posto per persone abituate alla solitudine. La cosa positiva di New York è che è magica e tutto ti può succedere in un secondo se lo vuoi e se ci credi. Ogni mattina mi sveglio e penso che posso farcela.

Quali sono gli aspetti della personalità della Streisand che senti più tuoi?

Gli aspetti di Streisand che sento miei sono l’ossessione per la verità e la giustizia. Non riesco come Barbra a non essere fedele a me stessa, a non dire quello che penso. Non sopporto la disonestà, l’opportunismo e l’abuso di potere. Secondo aspetto, non da meno, mi piacciono la sua professionalità, la sua serietà e gli OCD (comportamenti ossessivo compulsivi). Così come Barbra anche io sono estremamente precisa e sul lavoro adoro che le cose vengano prese e portate avanti seriamente. Soffro inoltre di manie ossessivo compulsive soprattutto per quanto riguarda la pulizia di casa e la posizione degli oggetti nelle stanze.

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Adoro infine il suo modo di essere “funny”: mi riconosco nel suo essere divertente e comica soprattutto quando non faccio niente per esserlo. Credo che attorialmente parlando sia un dono, molto utile per fare commedia. Barbra è un’artista devota al lavoro che ha sempre cercato di migliorarsi ed evolversi, da cantante ad attrice, da scrittrice a regista ad attivista… Anche io mi sento estremamente aperta a esplorare ogni aspetto del processo creativo.

Come la protagonista dello spettacolo anche tu hai alle spalle esperienze teatrali, cinematografiche e musicali. In quali panni ti senti più te stessa?

Sicuramente sul palco più che in camera. Ma ovviamente sono terribilmente affascinata dallo schermo. E ritengo che lavorare di fronte a una telecamera sia molto più difficile che sul palco, ma questa è una mia opinione personale.

Quali sono i momenti della pièce che ti emozionano di più?

Il momento più emozionante è la fine della piecè. La scena finale in cui Barbra si espone con tutta la sua vulnerabilità per mandare un messaggio di amore a suo padre che non c’è più e al mondo.

Da Palermo a New York e da New York a Palermo. Che significa per te questo ritorno? E quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non so ancora come vivrò il ritorno a Palermo, adesso l’idea di portare lo show nella mia città mi rende entusiasta e piena di gioia. Palermo è un posto a cui devo tantissimo e a cui sono estremamente legata anche se mi dà del filo da torcere ogni volta che rientro. Però ho vari progetti da portare avanti. Lo show della Streisand vorrei portarlo in Europa e in Italia e sono già in contatto con alcune produzioni.

Ho anche in ballo un progetto con un mio amico musicista che riguarda il canto. Insieme stiamo lavorando su un pezzo inedito, un duetto che registrerò qui a New York e di cui girerò il video. Altro progetto è un documentario sulla vita di una persona molto importante per me che ci ha lasciato qualche mese fa. Questo è più un inno d’amore che un vero progetto, ma come tutte le cose in cui metti cuore alla fine sono sempre le migliori.

Da Palermo a New York, Salatiello interpreta la Streisand: “Ispirata dalla sua storia” ultima modifica: 2020-10-14T18:08:41+02:00 da Stefania Brusca
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