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A due passi dal Massimo: Via Mura di San Vito e la sua storia

Mura di San Vito

L’avevo già vista tanti anni fa ma non avevo prestato particolare attenzione alle mura che danno il nome a questa strada. La via costeggia alcuni tratti dell’antica cortina muraria settentrionale della città, che andava da Porta Maqueda (non più esistente) a Porta Carini. Appena si accede a questa via si nota lo stretto sovrappassaggio che mette in comunicazione l’ex monastero di S. Vito con l’omonimo bastione. Quest’ultimo, ancora esistente, è ormai occultato dalla presenza di edifici moderni. Via Mura di San Vito e la sua storia hanno tanto da raccontare.

Mappa Via Mura Di San Vito
Dal satellite Via Mura di San Vito

Via Mura di San Vito e la sua storia

Via Mura di San Vito è espressione delle numerose trasformazioni subìte: costeggia le antiche mura cinquecentesche antistanti l’antico convento e l’oratorio di San Vito. Il baluardo, chiamato di San Vito per la presenza del contiguo monastero, veniva soprannominato anche “Gonzaga” in onore del viceré, Ferdinando Gonzaga, che ne volle la costruzione nel 1537. Varie le vicende che hanno portato, tra il 1630 al 1782, alla realizzazione del Monastero di San Vito per volontà del Cav. Gjaimo Zummo. Infine, la concessione dello stesso, da parte del Senato, alle suore del Terz’ordine. Queste ultime crearono un giardino ancora oggi esistente, ma abbandonato, raggiungibile dal cavalcavia che si affaccia sulla via. L’ex monastero si articola attorno a due grandi chiostri colonnati su una vasta area tra piazza Aragonesi e via Mura di San Vito. Nel 1866 vennero soppressi gli ordini religiosi e così il monastero venne acquisito dal demanio statale che lo trasformò in caserma, oggi Caserma “Giacinto Carini” del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo.

La storia recente

Nel 1914 e 15 la costruzione di tre edifici liberty e le restanti mura oscurarono il tratto superstite del bastione di San Vito. Via Mura di S. Vito e la sua storia hanno tanto da raccontare e i palazzi su via Volturno, compreso quello dell’Amap, e quello su piazza Verdi, dietro il Teatro, circondano l’importante luogo di testimonianza palermitana. I cittadini e i turisti possono soltanto vedere quello che rimane delle mura. Si potrebbe, tramite un tour organizzato, permettere l’accesso al palazzo dell’Amap per far vedere i resti del baluardo. Sarebbe ottimale recuperare il giardino e renderlo fruibile. Mentre camminavo in Via Mura di San Vito, mi sono imbattuta nella scritta riprodotta nella foto in basso. Divertente, riflessiva e senza dubbie interpretazioni. Del resto il padrone di casa decide chi saranno i suoi ospiti.

E dopo questa passeggiata nella storia, prima di giungere a Porta Carini, si potrebbe mangiare in una delle trattorie della zona. Ad esempio io ho cenato alla trattoria “Supra i Mura” che propone prodotti freschissimi e molta attenzione nei confronti del cliente. Piazza Porta Carini, infine, è un angolo suggestivo della nostra città che incornicia perfettamente questo percorso.

Casa
Portone di una abitazione di Via Mura San Vito – Ph. Eleonora Di Trapani

Curiosità: Porta Maqueda

Porta Maqueda venne edificata nel 1600 e si trovava nel lato opposto rispetto alla Porta di Vicari nell’omonima strada. Nel luglio 1624 attraverso questo varco transitarono le spoglie di Santa Rosalia rinvenute su Monte Pellegrino. Demolita e ricostruita due volte nel XVIII secolo per l’attuazione di modifiche all’assetto stradale, tra cui il prolungamento di via Maqueda. Nel 1877 venne definitivamente abbattuta per la costruzione del Teatro Massimo e della piazza circostante.

A due passi dal Massimo: Via Mura di San Vito e la sua storia ultima modifica: 2020-07-31T14:31:43+02:00 da Eleonora Di Trapani
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